Monza, 11 agosto 2017 - UN ATTENTATO? Probabilmente no, ma quanto accaduto questo pomeriggio alla sede de Il Giorno di Monza è stato sicuramente molto strano. E inquietante
Nel primissimo pomeriggio, 14.30 circa, decine di passanti hanno rivolto gli occhi all’edificio di via Vittorio Emanuele 1 dove hanno sede gli uffici del nostro giornale e dove si erano portati i mezzi dei Vigili del fuoco di Monza, autopompa e autoscala.
Cosa era accaduto? Qualcuno aveva dato fuoco a una lettera pescata dalla cassetta delle lettere del nostro giornale. Scegliendo poi un’altra cassetta come luogo dove darle fuoco.
Ma raccontiamo tutto con ordine. Sono all’incirca le 14 quando all’interno dell’ufficio del Giorno si avverte un’improvvisa e persistente puzza di bruciato. Di questi giorni il grande palazzo al civico 1 è però pressoché vuoto, quasi tutti sono in ferie.
Dopo aver spalancato porte e finestre dell’ufficio, e aver perlustrato i tre piani del palazzo, dove l’odore si avverte sempre più persistente e fastidioso (si sa, il fumo sale), si decide di chiamare il 112 per dare l’allarme.
Sul posto accorrono i Vigili del fuoco. Capire da dove provenga l’odore di bruciato non è però semplice, tanto che i pompieri utilizzano l’autoscala per salire sul tetto a controllare. Finché alla fine si chiarisce il mistero: tutto proveniva dalla cassetta delle lettere ubicata al piano terra. 
Qualcuno avev a rubato una lettera indirizzata al nostro giornale e scritta a mano con grafia incerta (un anziano, uno straniero?), quindi aveva estratto il suo contenuto (due o tre fogli scritti a macchina) e lo aveva bruciato, infilandolo in un’altra cassetta trovata aperta, quella del Consultorio familiare che ha sede sempre in via Vittorio Emanuele 1.
Sui resti bruciacchiati della lettera si leggevano solo p oche parole, fra cui «indagate», «acqua», «Servizi», «(4180)».
Indaga la polizia.