Monza, 30 settembre 2014 - Lesioni personali volontarie e resistenza a pubblico ufficiale. Con queste accuse il pm della Procura di Monza Giulia Rizzo ha chiuso l'inchiesta nei confronti di Carlo De Gaetano, monzese di 52 anni, il titolare del bar in viale Lombardia 260 ora fallito che nel febbraio scorso, per manifestare contro i lavori per le barriere antirumore che avrebbero a suo dire penalizzato il viavai di clienti nel suo locale, ha minacciato di trasformarsi in una torcia umana. Un incendio che ha finito per coinvolgere un assistente e il comandante della Polizia stradale di Seregno intervenuti sul posto dopo l'accensione del falò. Il primo, Lorenzo Lucarini, 39 anni, era stato avvolto dalle fiamme tanto da venire ricoverato con ustioni di secondo grado al volto al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano, anche se fortunatamente non in pericolo di vita. Il suo superiore, Gabriele Fersini, 43 anni, si era gettato anche lui sul barista ingaggiando una colluttazione violenta: le botte e quella benzina parzialmente ingerita contenuta nella tanica che De Gaetano agitava davanti a sé lo avevano fatto vomitare e ad accasciarsi al suolo per una decina di minuti prima di svenire.

L'avevano risvegliato i soccorritori, che gli avevano sparato il contenuto dell'estintore in faccia. Anche il ristoratore era stato trasportato all'ospedale San Gerardo di Monza per contusioni e leggere ustioni. Secondo il pm, dalle indagini è emerso che Carlo De Gaetano avrebbe volutamente agitato contro i poliziotti la tanica di benzina, provocando il loro ferimento. Una tesi respinta dal barista, che non ci sta a passare per il cattivo della situazione e ha contrattaccato, querelando gli agenti della Stradale per averlo aggredito ipotizzando una loro responsabilità nel finale tragico della vicenda. La querela del ristoratore ha provocato la rivolta del sindacato di polizia perchè i colleghi hanno ricevuto un encomio per il loro comportamento ritenuto eroico. "Lo decideranno i giudici cosa è successo. Ci sono i filmati e i testimoni" - sostiene Carlo De Gaetano. Materiale probatorio che il pm ha valutato, dopo avere aperto un separato fascicolo penale nei confronti degli agenti della Stradale, ma che non modificato la tesi accusatoria nei confronti del barista verso l'ipotesi volontaria delle lesioni. Quindi la querela di De Gaetano potrebbe concludersi con una richiesta di archiviazione. Intanto il ristoratore ha dovuto chiudere il bar Raffaello. "Sono finito in fallimento con il mio locale. Alla fine mi hanno rovinato. Sono stato tre mesi senza lavorare e ho accumulato 100 mila euro di debiti" - ha dichiarato.