Monza, 22 agosto 2014 - Il barista contrattacca e querela gli agenti della Stradale ritenuti degli eroi per averlo salvato dal gesto estremo di darsi fuoco per protesta contro i lavori in viale Lombardia (FOTO). Carlo De Gaetano, 52 anni, titolare del bar Raffaello in viale Lombardia 260, non ci sta a passare per il cattivo nella vicenda accaduta lo scorso febbraio quando, per manifestare contro i lavori per le barriere assorbenti che avrebbero penalizzato il viavai di clienti nel suo locale, ha minacciato di trasformarsi in una torcia umana. Un incendio che ha finito per coinvolgere un assistente e il comandante della Polizia stradale di Seregno intervenuti sul posto dopo l’accensione del falò. Non per sua volontà, ribatte il barista, ma a causa della colluttazione ingaggiata dai poliziotti. Il primo, Lorenzo Lucarini, 39 anni, era stato avvolto dalle fiamme tanto da venire ricoverato con ustioni di secondo grado al volto al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano, anche se fortunatamente non in pericolo di vita. Il suo superiore, Gabriele Fersini, 43 anni, si era gettato anche lui sul barista ingaggiando una colluttazione violenta: le botte e quella benzina parzialmente ingerita contenuta nella tanica che De Gaetano agitava davanti a sé lo avevano costretto a vomitare e ad accasciarsi al suolo per una decina di minuti prima di svenire.

L’avevano risvegliato i soccorritori, che gli avevano sparato il contenuto dell’estintore in faccia. Anche il ristoratore era stato trasportato all’ospedale San Gerardo di Monza per contusioni e leggere ustioni. La querela del barista è arrivata alla Procura di Monza dopo che il magistrato titolare delle indagini sulla vicenda, il pm Giulia Rizzo, che ha aperto un fascicolo penale per lesioni gravissime e incendio nei suoi confronti, ha iniziato a valutare l’ipotesi dolosa dell’accusa di lesioni dopo avere ricostruito nelle indagini che Carlo De Gaetano avrebbe volutamente agitato contro i poliziotti la tanica di benzina, provocando il loro ferimento. Il pm si apprestava a chiudere l’inchiesta nei confronti dell’indagato, che all’epoca dei fatti è stato denunciato per lesioni gravissime e incendio, con l’aggravamento della posizione penale del barista con un’ipotesi di lesioni non più colpose ma volontarie. Quando è arrivata la querela del ristoratore nei confronti dei poliziotti della Stradale di Seregno che ipotizza una responsabilità degli agenti nel finale tragico della vicenda. Una denuncia che potrebbe riportare in equilibrio i piatti della bilancia delle accuse.

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