Monza, 12 settembre 20127 - ALLA STAZIONE ferroviaria si spaccia. E lo spaccio è finito in mano per lo più a immigrati africani. 
La scorsa settimana, la polizia aveva arrestato due cittadini originari del Gambia che sul lato di piazza Castello, quello alle spalle della stazione, spacciavano hascisc e marijuana, nascosta nelle mutande.
L’altra sera i poliziotti del Commissariato di Monza hanno scovato e denunciato altri due soggetti (con loro c’era anche un giovanissimo ucraino, risultato però estraneo allo spaccio), che trafficavano sul lato anteriore della stazione, quello che si affaccia su via Arosio.
Comincia tutto alle 19.45 di lunedì. Un equipaggio della polizia si presenta ai giardinetti di via Arosio, area notoriamente frequentata da spacciatori e tossicodipendenti, e nota un gruppo di ragazzi che si appartano dietro all’Infopoint. 
Per vedere meglio, gli agenti si appostano in corso Milano a osservare da un punto nascosto.
La scena che si presenta ai loro occhi è molto chiara.
Ci sono due giovani (un egiziano e un sudanese di 28 anni) che si guardano attorno con circospezione e a più riprese prendono e lasciano qualcosa all’interno di uno zaino nero. Nel mentre, ai due giovani si avvicinano alcuni ragazzi, stranieri e non, che dopo aver scambiato qualche parola sembrano scambiarsi anche qualcosa con i due.
A quel punto gli agenti decidono di agire. Piombano alle spalle della coppia e comiciano a interrogarla. I due reagiscono con parecchio nervosismo e presto se ne scopre anche il motivo. Nel cappello del sudanese c’è un pezzo di hascisc da 23 grammi. Dallo zainetto salta fuori invece un taglierino nero/arancio con la lama sporca di hascisc: è l’attrezzo utilizzato per tagliare e dividere le dosi.
Nel giubbino dell’egiziano i poliziotti trovano invece il carrello di una pistola. E dov’è la parte restante dell’arma? In tasca a un terzo giovane, l’ucraino, appena 16 anni: si tratta di una scacciacani simile a quelle in uso alle forze dell’ordine, priva del tappimo rosso di riconoscimento - in modo da sembrare una vera pistola in grado di ammazzzare - e con annesso caricatore privo però di cartucce.
Dopo aver portato i tre soggetti al Commissariato di viale Romagna, scattano le denunce.
Ai due africani, in attesa di permesso di soggiorno, viene contestata la detenzione di sostanza stupefacente in concorso ai fini di spaccio. Un fatto da ritenersi particolarmente grave dato che nella zona i poliziotti segnalano la presenza assidua di clienti giovanissimi, oltre che di veri e propri tossicodipendenti.
Al giovanissimo ucraino, ancora minorenne, non viene contestata l’attività di spaccio, ma viene affidato al padre, mentre la pistola viene posta sotto sequestro e destinata a ulteriori accertamenti per capire quando e dove possa essere stata già utilizzata per eventuali episodi criminali avvenuti nei dintorni.
I due giovani africani sono stati infine portati alla Questura di Milano per essere sottoposti al fotosegnalamento.