Ornago (Monza), 12 febbraio 2018 - Indagato per duplice omicidio. Paolo Villa, pensionato di 75 anni, ha passato una vita ad aiutare gli altri. Volontario Auser e assessore in paese negli anni Novanta. Ora è sottoposto a fermo per la morte della sorella Amalia Villa e della nipote Marinella Ronco, di 85 e 56 anni. Sono state trovate uccise sabato sera, stese sul pavimento della camera da letto del bilocale al secondo piano di una palazzina in via Santuario 29 a Ornago, dove tutti e tre vivevano, a 300 metri dalla tomba dell’illuminista Pietro Verri.

Questa è al momento l’unica certezza di una mattanza familiare dai contorni ancora sfocati. Ci stanno lavorando i carabinieri del Gruppo Monza al comando del tenente colonnello Simone Pacioni, a caccia di dinamica e movente. Dopo avere esaminato la scena del delitto, raccolte impronte e tracce di sangue, hanno sequestrato l’appartamento e il garage. Il fermo di Paolo Villa, per i compaesani Paolino, è avvenuto a notte fonda, quando i militari hanno chiamato il difensore d’ufficio di turno, l’avvocato Maura Traverso, per comunicarle il provvedimento. Nessun interrogatorio è stato finora fissato. L’indagato era piantonato all’ospedale di Vimercate, in stato confusionale per i postumi di una sbornia.

Ieri è stato dimesso e portato nel carcere di Sanquirico a Monza. Sabato pomeriggio si è sentito male in piazza, a 100 metri da casa, dopo essere uscito dal bar. Un malore che ha permesso di scoprire i due corpi: mentre un’ambulanza portava via il pensionato, un conoscente è andato ad avvisare la sorella e la nipote che tutti credevano vive. Ma quando un inquilino ha aperto la porta dell’appartamento, che non era chiusa a chiave, ha trovato i cadaveri già in decomposizione. Nella palazzina un odore insopportabile, che i condomini avevano scambiato per un guasto alle fogne. Stamattina il sostituto procuratore di Monza Emma Gambardella disporrà l’autopsia sulle salme, ora a Milano. Il primo esame del medico legale non ha chiarito le cause della morte. Nessuna arma è stata finora trovata, ma gli inquirenti si sono soffermati a esaminare un calorifero, sotto la finestra della sala, dove sarebbero state scoperte copiose tracce di sangue, cancellate come nel resto della casa. In lavatrice abiti maschili e femminili ancora sporchi, usati per ripulire l’appartamento, e una scopa. Paolino Villa ha convissuto con i due cadaveri per almeno una settimana. In ospedale avrebbe parlato come se le donne fossero ancora vive. Negli ultimi giorni però «non mangiava, non si lavava, era più taciturno», ricordano altri inquilini.