Carnate, 7 novembre 2017 - Treni in ritardo di un’ora e mezzo, mattinata di passione per i pendolari in viaggio sulle linee Milano-Bergamo e Milano-Lecco. Ieri, un guasto alla stazione di Carnate ha costretto Rfi a bloccare i convogli alle 7, ora di punta. Decine di studenti e lavoratori hanno dovuto mettersi il cuore in pace e aspettare che i tecnici, intervenuti subito fra l’ira generale, risolvessero il problema.

Il pienone sulla banchina ha cominciato a scemare solo verso le 9, qualche minuto prima, alle 8.50, la circolazione aveva ripreso lentamente, ma l’episodio ha finito per spostare tutto e tutti in avanti.

Il 22 ottobre un problema simile ad Arcore aveva avuto lo stesso effetto, il 6 ottobre, idem. "Più che un viaggio per andare in ufficio, è una via crucis", spiegano alcuni impiegati. A luglio, contro disagi come questi, abbonati e sindaci avevano protestato. Insieme, avevano chiesto "un servizio all’altezza delle aspettative e dei costi», richiamando l’attenzione sulla necessità di allinearsi «a logiche moderne di mobilità sostenibile", lontane anni luce dai vagoni vecchi e malandati, che ogni giorno trasportano migliaia di persone dalla Brianza. Un andazzo che rischia di mettere in fuga gli habitué con ripercussioni gravissime su traffico e inquinamento. "Non sai quando parti e non sai quando arrivi: non è possibile", denunciavano ieri tanti malcapitati.

"Un buon servizio ferroviario è importante per la comunità. La soluzione di tanti problemi di smog e congestione delle strade passa necessariamente dal trasporto pubblico", ribadivano altri. «Servono più investimenti», sintetizzano i gruppi di pendolari, che da anni si battono per la causa.

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