Concorezzo (Monza e Brianza), 6 dicembre 2017 - Luisa Sophie Woolaway, promessa del pattinaggio, ha dovuto aspettare 18 lunghi anni per diventare cittadina italiana e poter gareggiare, questo è il suo sogno, con la maglia azzurra. Ieri quando mancava un quarto d’ora alla sei, è entrata nell’ufficio anagrafe del Comune di Concorezzo con mamma Maggie e papà Nigel per avviare le pratiche burocratiche.

Per i ragazzi come lei, nati in Italia da genitori stranieri (nel caso di Luisa, madre tedesca e padre inglese che lavorano in Italia da 20 anni) la legge del 1992 prevede un percorso facile e veloce: presentare il passaporto, compilare un modulo, pagare 200 euro.

Tra qualche giorno sarà il sindaco Riccardo Borgonovo a certificare con la sua firma che ha ottenuto la cittadinanza. E allora potrà brindare due volte: per i suoi 18 anni, compiuti il 4 dicembre, e per il suo sogno realizzato: "Ho aspettato apposta per festeggiarli assieme questi due momenti così importanti per la mia vita", dice emozionatissima, mentre consegna il passaporto all’impiegata dell’anagrafe.

La sfortuna di Luisa è che in Italia manca una legge che riconosca lo "ius soli", cioè il diritto di cittadinanza ai bambini nati dentro i suoi confini. Lei italiana si sentiva già, malgrado la burocrazia.

In Brianza, dove è nata, ha i suoi amici, gli affetti più cari e i ricordi più belli. Ha fatto pure le scuole: frequenta il quinto anno del liceo linguistico di Vimercate. Mamma Maggie e papà Nigel - anche lui vuole diventare italiano dopo la Brexit - le hanno tentate tutte per accorciare i tempi della burocrazia e farla felice. Questa estate ha vinto la Coppa Europa nelle gare lunghe. Qualche settimana prima è stata bronzo ai campionati italiani di Asiago nei 20mila metri a eliminazione, categoria senior.