Brugherio (Monza), 19 febbraio 2016 - Partirà lunedì la linea pilota per produrre lavatrici di bassa gamma. È il passo iniziale della ricetta che, per i vertici della Candy, dovrebbe salvare lo stabilimento brianzolo. Ma per i sindacati è un «passo da gamberi» che segna una preoccupante inversione di tendenza. «Si è sempre detto che nel nostro Paese e in Europa potessero restare le produzioni a maggior valore aggiunto, quelle cioè tecnologicamente avanzate. Invece qui si fa il contrario. Le lavabiancheria Wd (washer drive) saranno infatti realizzate in Turchia. Con il paradosso che probabilmente queste andranno poi nei mercati più maturi, come l’Europa e l’Italia, e quelle fatte in Brianza invece faranno il percorso opposto», spiega Paolo Mancini della Rsu Candy reduce mercoledì dall’assemblea con i lavoratori per illustrare i contenuti del piano industriale presentato da Candy settimana scorsa.

«Un piano che, per di più, non toglie dal piatto i 340-350 esuberi che potrebbero scattare dal 2018», aggiunge Mancini. Un progetto che, secondo i sindacati, prevede 15-20 milioni di investimenti a Brugherio riorganizzando le linee produttive: quattro invece delle attuali otto in grado di sfornare 60 lavatrici all’ora invece delle attuali 46. Meno linee, meno dipendenti, meno costi, più lavatrici. Dunque. «Il piano non fa cenno alla riduzione degli esuberi (340 sui 500 operai) che nello scorso autunno sono stati congelati grazie a un accordo sindacale che prevede altri due anni di contratti di solidarietà», spiega Mancini. Attualmente i 500 addetti lavorano 4 ore al giorno per tre giorni alla settimana: dal lunedì al mercoledì.

«A questo punto il presidente Beppe Fumagalli deve venire a spiegarci cosa la famiglia proprietaria intende fare. Noi chiediamo invece a Regione e Governo di intervenire per attuare politiche che hanno salvaguardato l’occupazione in altre aziende del settore», conclude Manicini.