Nova Milanese (Monza Brianza), 7 ottobre 2017 - Nessuna traccia di tallio nell'acqua del pozzo artesiano che alimenta la casa di campagna della famiglia Del Zotto a Varmo (Udine). È quanto emerge dalle prime analisi dei campioni prelevati nei giorni scorsi dai carabinieri della stazione di Rivignano, della compagnia di Latisana, e dai tecnici e veterinari dell'Azienda sanitaria 3 nell'abitazione su delega della Procura di Monza che sta indagando sul decesso di Giovanni Battista e Patrizia Del Zotto, padre e figlia di 94 e 62 anni, morti a poche ore di distanza l'uno dall'altra in ospedale a Desio ( Monza) per avvelenamento da tallio. L'acqua è risultata negativa alla presenza della sostanza.

Bisogna attendere ancora per il responso degli accertamenti svolti sugli altri campioni di materiale raccolto nell'abitazione e nelle sue pertinenze, che sono tuttora sotto sequestro. Tra le sostanze campionate anche una busta di topicida, che si dovrà capire quando sia stato messo in commercio. Da prodotti più recenti di questo veleno è infatti già bandito il tallio.

I primi esiti dell'autopsia, disposta dal pm monzese Vincenzio Nicolini che firma il fascicolo contro ignoti per omicidio e lesioni colpose, hanno confermato il decesso per avvelenamento da metallo pesante, riscontrato in altissima concentrazione soprattutto nel corpo della 62 enne. Sono ancora attesi gli esiti dei test prelevati dagli inquirenti su campioni di escrementi di piccione, di topo, su sacchettini di topicida e animali morti, prelevati nella mansarda e nel fienile del casale di Varmo. Gli investigatori stanno esaminando anche delle patate stoccate in alcuni locali della casa, che potrebbero essere contaminati da pesticidi o da topicidi a seguito della deratizzazione eseguita nel periodo estivo. Secondo quanto riferito ai carabinieri dalla badante della famiglia, durante le vacanze tutti avrebbero consumato purè in gran quantità. In particolare Patrizia Del Zotto, vegana e allergica a vari alimenti, era solita nutrirsi con verdure.