Nova Milanese (Monza Brianza), 7 ottobre 2017 - I primi riscontri, ancora non ufficiali, dell’autopsia disposta sui corpi di Giovanni Battista e Patrizia Del Zotto, danno alcune indicazioni utili, anche se non determinanti, per ora: la donna di 62 anni è deceduta proprio a causa del tallio, presente nel suo organismo in quantità decisamente elevata, dieci volte superiore agli altri famigliari ricoverati.

Ad aggravare la situazione, la sua allergia ai metalli. Per il padre 94enne, invece, il tallio sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un quadro clinico già delicato, con anche una forma leucemica in corso. Ora per padre e figlia si attende la data dei funerali. Mentre solo tra 15-20 giorni l’anatomopatologo dovrebbe dare dei riscontri ufficiali, chiarendo se l’ingresso del metallo killer nel corpo sia avvenuto tramite inalazione o tramite ingestione, con questo secondo scenario che nel corso dei giorni si è fatto sempre più plausibile. Una possibile ingestione di qualche alimento contaminato, dunque: ma quale? Gli inquirenti stanno cercando una risposta a Varmo e Nova Milanese. Un'ipotesi è stata fatta dalla badante dell’anziana coppia, P.S., lei stessa in osservazione in ospedale: «L’unico alimento che mi viene in mente potrebbe essere il purè che abbiamo fatto con le patate», ha dichiarato. Si stanno facendo riscontri anche in questa direzione, ma al momento non ci sono elementi per ritenerla la pista giusta.

Verifiche sono in corso da parte dei carabinieri di Nova Milanese e i colleghi udinesi, insieme ai tecnici delle aziende sanitarie territoriali, nelle due abitazioni rispettivamente in via Fiume e in via Thanner. Alcuni dati sono appurati: Patrizia Del Zotto e il marito Enrico Ronchi sono arrivati nel casolare di famiglia in Friuli il 4 agosto. E si sono dedicati alle pulizie, molto accurate. Due giorni dopo, il 6, sono arrivati i due anziani coniugi (la donna, P.G.M., 87 anni, è ancora ricoverata all’ospedale di Desio in condizioni critiche), la figlia Laura e la badante. Tutta la comitiva è ripartita per la Brianza il 20 agosto. Ormai sfumata l’ipotesi degli escrementi dei piccioni, visto che il fienile era pulito, resta in piedi quella del topicida trovato in soffitta. Sono in corso le analisi per verificare la presenza di tallio al suo interno, anche se in questo genere di prodotti il tallio è stato eliminato da parecchi anni. Anche i riflettori sul pozzo artesiano di casa si stanno abbassando: dal Centro antiveleni interpellato, i tecnici avrebbero fatto sapere che l’ipotesi dell’acqua contaminata è inverosimile, in quanto il tallio sarebbe stato molto diluito.