Desio (Monza e Brianza), 3 ottobre 2017 - Figlia e padre morti, nel giro di poche ore. La madre in bilico tra la vita e la morte. L’altra figlia, l’unica che pare in via di miglioramento.

i fa sempre più drammatico il bilancio relativo alla famiglia di Nova Milanese avvelenata dal tallio, utilizzato come topicida e nell’industria chimica ed elettrotecnica. Quelli che potevano sembrare inizialmente solo dei lievi malori, si stanno rivelando delle intossicazioni gravissime. La causa potrebbe andare ricercata nell’acqua utilizzata e bevuta dalla famiglia nella propria casa di villeggiatura in Friuli, in agosto. L’acqua pescata dal pozzo di casa. Va svanendo del tutto, invece, l’ipotesi che attribuiva le responsabilità alle feci dei piccioni, ricche della sostanza, con le quali sarebbe stato infestato il fienile accanto al casolare. La giornata di ieri inizia con la prima tragica notizia intorno alle 7, quando dall’ospedale di Desio arriva la conferma che Patrizia Del Zotto, pensionata di 62 anni, non ce l’ha fatta.

Domenica le condizioni sembravano stabili, poi sono precipitate, fino al triste epilogo. Sposata, solare, con una vena artistica, amava viaggiare e godersi le bellezze della vita. Intorno alle 14, anche il cuore del papà, Giovanni Battista Del Zotto, 94 anni, cessa di battere. Già gravato da altri malanni, non ha retto l’urto dell’ultimo malore. Anche se non avendo ancora a disposizione l’esito degli esami tossicologici dall’ospedale affermano che "non possiamo dire che ci sia correlazione viste le scadenti condizioni generali".

Nel primo pomeriggio arrivano anche le dichiarazioni di Matteo Stocco, direttore generale dell’Asst Monza: "I nostri professionisti stanno seguendo con grande attenzione gli sviluppi clinici delle persone intossicate che sono ricoverate a Desio. È stata proprio la Direzione sanitaria a segnalare per prima all’Autorità giudiziaria il caso anomalo. Spiace che un altro tra le persone ricoverate non ce l’abbia fatta".

E destano adesso molte preoccupazioni anche le sorti della moglie, P.G.M., 87 anni: da ieri mattina il quadro generale è molto peggiorato, in considerazione anche dell’età e delle patologie pregresse. In via di miglioramento, invece, l’altra figlia, L.D.Z., 58 anni, ricoverata in Neurologia. La famiglia abita in via Fiume di Nova, in una elegante villetta. Sconvolti tutti i parenti e gli amici: "Non sappiamo ancora niente di ufficiale - dice una cugina di Patrizia, che abita a Nova -. Sappiamo che sono stati intossicati da questo veleno micidiale. Ma vogliamo capire come possa essere successo".

Tutto è cominciato lunedì, quando la 62enne e la sorella di 58 anni si sono rivolte al medico curante. La prima ipotesi è quella di un malore. Solo giovedì, persistendo in maniera anomala i problemi, si recano al pronto soccorso, su indicazione dello stesso medico. Al presidio di via Mazzini partono i primi accertamenti e le donne vengono mandate in Neurologia. Venerdì sera la 62enne peggiora. Sulla scorta dei primi esiti delle analisi ottenuti da Pavia si teme un’intossicazione indotta, in quanto in passato qualcuno usava avvelenare proprio con il tallio. Nella notte i carabinieri di Nova Milanese vagliano ogni strada, fanno i primi sopralluoghi presso le abitazioni e sentono tutti i parenti, indirizzando l’indagine sull’ipotesi accidentale. Scattano gli accertamenti anche a Varmo, in provincia di Udine, il paese d’origine della famiglia.