Monza, 21 aprile 2017 - Studenti e lavoratori pendolari non perderanno il bus. Il servizio di trasporto pubblico sarà garantito senza tagli fino alla chiusura delle scuole. Le sforbiciate però arriveranno. Sono solo state rinviate all’entrata in vigore dell’orario estivo, ma si tratterà di interventi diffusi che escludono la soppressione di intere linee. Salve quindi le linee Z225 e Z227, in difesa delle quali quest’inverno si sono mobilitati cittadini e sindaci raccogliendo 11mila firme.

Sono questi i provvedimenti che consentiranno alla Brianza di correre ai ripari di fronte alla crisi dei trasporti pubblici. La linea di lavoro è stata delineata giovedì nell’assemblea dei sindaci, che si è confrontata con il presidente della Provincia Gigi Ponti e con Umberto Regalia, presidente della nuova Agenzia di bacino per il Tpl che subentrerà nella gestione dei contratti a partire dall’estate. Nello stesso modo si sta muovendo la Città metropolitana di Milano, nei cui territori cadono alcune linee brianzole e che con Monza, Pavia e Lodi fa parte della stessa agenzia. Al momento per far quadrare i conti mancano 1,8 milioni alla Provincia di Monza e 2,8 alla Città metropolitana. I due enti hanno battuto cassa a Roma e a Palazzo Lombardia, dal quale si attende un aiuto. "A fronte dell’impegno più volte annunciato da parte di Regione Lombardia di contribuire, anche per il 2017, a colmare buon parte del gap delle risorse necessarie è richiesto alle Province un ulteriore sforzo di razionalizzazione, nella misura del 15-20 per cento delle risorse mancanti", fa sapere una nota della Provincia. Gli uffici di via Grigna stanno lavorando a un’ipotesi di razionalizzazione su base annua di circa 380mila euro, cioè il 20 per cento delle risorse mancanti. Si tratterebbe di una riduzione fino a un massimo di 187mila bus-chilometri l’anno, vale a dire il 2,3 per cento delle percorrenze programmate nel 2017, che sono pari a circa 8 milioni di bus-chilometri.

"In base alle simulazioni svolte gli interventi di razionalizzazione basati sulla rimodulazione degli orari produrrebbero un’incidenza limitata sull’utenza: in particolare circa 300 passeggeri al giorno dovrebbero cambiare la loro abitudine di viaggio - continua la nota -. In questo scenario sono scongiurate in ogni modo ipotesi di soppressione di intere linee". "Stiamo lavorando con grande senso di responsabilità - dice il presidente Gigi Ponti - per ridurre al minimo i disagi per gli utenti e per risolvere una volta per tutte questa situazione così mortificante. Insieme a Milano stabiliremo esattamente quanto ridurre ulteriormente i costi, considerando in via prioritaria che gli autobus sono un servizio pubblico".