Milano, 7 gennaio 2018 - La sosta, per l’Inter, arriva nel momento giusto. Sarebbe stato anche meglio se fosse arrivata prima, come negli anni precedenti, a spezzare un digiuno dalla vittoria che tra campionato e Coppa Italia dura dal 5-0 casalingo al Chievo. Un’abbuffata, a cui ha seguito una dieta da reti cui solo Mauro Icardi ha parzialmente posto rimedio, segnando due volte tra Udinese e Fiorentina. Per tutti gli altri, zero assoluto: sette partite complessive, nessuna segnatura. Come a dire che attorno al capitano interista c’è il vuoto e lo stesso numero 9 sembra rendersene conto.

In campo parla, urla, prova a dare l’esempio andando a pressare i difensori avversari, ma non è contento e dopo la prova di Firenze non è riuscito a farne mistero. «Abbiamo fatto una brutta partita e siamo stati fortunati ad andare in vantaggio. Ci sta mancando la giusta cattiveria - ha dichiarato l’argentino a Inter Tv -. Bisogna lottare fino alla fine, con carattere, per portare a casa il risultato. Nell’ultimo mese ci è mancato un po’ il giusto spirito e la voglia di lottare, dopo aver vinto tante partite. Purtroppo sono cose di cui ci si rende conto anche negli allenamenti. Adesso c’è la sosta, poi bisogna ritrovarsi tutti assieme e tornare a fare meglio, anche perché avremo la partita contro la Roma».

Parole che mostrano grande amarezza. Icardi vuole giocare la Champions League, in cui non ha mai messo piede. Ogni anno gli sembra di essere nel gruppo giusto e puntualmente accade qualcosa che porta l’Inter a sbandare e finire fuori dai giochi. Rispetto a un anno fa la situazione è diversa, in primis a livello di classifica. Non c’è un gap enorme da colmare rispetto alla terza e si può accedere alla competizione più importante del continente anche arrivando quarti, ma se il trend continuerà ad essere quello dell’ultimo mese sarà complicato pensare di tenere indietro la Lazio.

Rispetto al proprio allenatore, il capitano nerazzurro non entra in questioni di mercato o di rafforzamento della squadra. Ovvio però che certe cose sia propenso a chiedersele anche lui. Dalle previsioni di “spendi e spandi” dello scorso giugno si è passati al blocco totale degli investimenti in entrata, senza una via di mezzo. Nel frattempo Icardi ha segnato 18 gol in campionato, ha ritrovato la nazionale ed è molto vicino a strappare una convocazione per i Mondiali di Russia 2018. È diventato una stella a livello internazionale anche senza avere la vetrina delle coppe europee.

In Spagna si parla da tempo di un interesse del Real Madrid, soprattutto ora che Benzema sembra essere ai minimi storici nel suo rapporto con la piazza merengues. Ausilio nega ci siano possibilità di cessione, lo stesso giocatore non ha mai aperto a un addio, ma senza la Champions per un altro anno e con una possibile offerta faraonica sul tavolo (per lui e per il club) le cose potrebbero cambiare. Dichiarazioni come quelle del Franchi sono un segnale di insofferenza. Icardi vuole vincere. E per farlo gli serve avere attorno una squadra all’altezza.