Milano, 3 ottobre 2017 - Riproporre tra i titolari Marcelo Brozovic dopo la prestazione contro il Genoa di una settimana prima non era una mossa così scontata. In molti pensavano che Luciano Spalletti potesse optare a Benevento per un rientro sulla trequarti di Joao Mario, apparso ben più pimpante al Meazza una volta chiamato in causa.

Forse proprio la prestazione del portoghese, meglio da “arma a gara in corso” che non dal 1’, ha suggerito al tecnico di lasciare in panchina il suo numero 10 e affidarsi di nuovo all’altalenante croato. Uno su cui difficilmente ci si può poggiare per un’intera stagione, almeno così è stato finora in nerazzurro, ma che quando imbecca il pomeriggio giusto diventa letale. In Campania, domenica, ha giocato ad alto livello lo spazio di mezz’ora e gli è bastata per affondare l’avversario con un perfetto inserimento in area (seguito da inzuccata vincente) e un calcio di punizione dal limite terminato all’incrocio dei pali. Nel resto della contesa Spalletti ha dovuto sgolarsi, non solo applaudire, il suo cannoniere di giornata. Qualche palla persa di troppo, un incedere talvolta indolente. Se non viene spronato a dovere il ragazzo rischia di scomparire dal campo da un momento all’altro. Ad oggi quel che fa di Brozovic un quasi certo titolare in vista del derby del 15 ottobre è la capacità di segnare con buona regolarità, caratteristica che nessuno degli altri centrocampisti riesce a portare alla causa, e l’assenza di alternative nel ruolo che diano certezze. In pratica all’Inter devono sperare che Benevento sia solo la tappa inaugurale di un buon periodo di forma da parte del croato, che una volta acceso ha dimostrato di poter risolvere due o tre gare di fila, magari prima di tornare a far disperare compagni di squadra e tifosi.

Una lacuna, quella della scarsa concretezza sul lungo periodo, che in estate ha portato la società a fare delle riflessioni sulla permanenza del centrocampista. Davanti a una buona offerta, probabilmente, sarebbe partito. Nessuno ha però bussato alla porta di Corso Vittorio Emanuele con una certa insistenza. Eppure in Inghilterra gli estimatori continuano a essere tanti, anche perché appena Brozovic veste la maglia della Croazia riesce spesso a timbrare il cartellino. Uno dei compiti di Spalletti sarà quello di provare a prolungare lo stato di grazia di quegli elementi risultati in passato troppo trascinati dall’onda buona o da quella negativa, incapaci di garantire un minimo sindacale nei periodi di magra e spesso sul banco degli imputati durante le fasi buie della stagione. Oggi la fase offensiva dell’Inter non è particolarmente brillante, ma con il supporto di una classifica tutt’altro che malvagia lavorare sarà sicuramente più semplice. Data l’assenza dei nazionali (Brozovic compreso) nei prossimi giorni la Pinetina sarà più vuota. Negli allenamenti immediatamente antecedenti alla stracittadina bisognerà accelerare il processo di apprendimento dei pochi concetti da inculcare nella truppa per affrontare il Milan al meglio.