Moratti: "Forse è qualcosa di più serio". Il giocatore: "Sto bene e a Roma ci sarò"
Milano, 3 gennaio 2012 - In quella pazza -pazza partita che è stata Inter-Palermo, che comunque ha incoronato Milito e Miccoli, bomber ritrovati, Wesley Sneijder è uscito un po’ malconcio. Ed è subito scoppiato un giallo. Parlando, com’è sua abitudine quotidiana, con il presidio permanente di cronisti sotto il suo ufficio, il presidente Moratti in mattinata si è mostrato molto preoccupato: «Non so se quello di Sneijder è un problemino o qualcosa di peggio», ha detto suscitando un certo putiferio.
Ma dopo qualche ora è stato lo stesso olandese a tranquillizzare i tifosi con un messaggio su Twitter: «Fortunatamente non è nulla di grave! Quindi spero di poter giocare a Roma. Grazie a tutti per il supporto! Buona giornata a tutti voi». Diagnosi confermata anche dai medici dell’Inter che hanno escluso «complicazioni importanti». In particolare, Sneijder è stato sottoposto ad accertamenti strumentali da parte del professor Combi direttore dell’area medico riabilitativa del club nerazzurro. Dunque, fiato alla dietrologia. E subito qualcuno è andato a scomodare un presunto mal di pancia dell’olandese che marcherebbe visita in funzione anti-Ranieri. Niente di più falso. Probabilmente si tratta solo di schermaglie tra innamorati un po’ testoni: nessuno dei due vuol fare il classico passo indietro che risolverebbe il busillis della posizione... in campo, s’intende.
Nella medesima occasione, Moratti si è lasciato andare a lodi speticate per il Principe: «Ricorderò i quattro gol segnati da Milito — ha detto — perché è un’impresa notevole». Infine alla Pinetina sono stati presentati i due ultimi arrivi, Palombo e Guarin. «È successo tutto all’improvviso — ha detto l’ex doriano —, le prime sensazioni sono ancora meglio di quello che m’aspettavo, questa è una delle prime società al mondo, sono felice». Così anche Guarin: «Sono davvero felice di essere in questa grande squadra — ha sottolineato il colombiano —. L’Inter è una grande famiglia, è un orgoglio per me».