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Milan versione small Soffre con le grandi

La squadra di Allegri ha perso quattro scontri diretti: si è inchinata a Juve, Napoli, Inter e Lazio

 

Massimiliano Allegri (NewPress)
Massimiliano Allegri (NewPress)

Milano, 3 febbraio 2012 . Alla quarta amara stazione di sosta non facoltativa, il Milan è cascato assai male, per conclamato e collettivo infiacchimento. Il pragmatismo del risultato, per dirla alla Mourinho, non mente e anzi conferma una tendenza significativa: il Diavolo, nella presente stagione, soffre i confronti diretti con le eminenze del campionato; per intenderci, le prime sette in graduatoria, dalla Juventus al Napoli. Sotto la pelle del campionato, il tessuto connettivo dei dati essenziali è andato via via confermando che il Diavolo, negli scontri diretti, tende a perdere.

Un comportamento in netta contrapposizione con la Juventus, fino a oggi entusiasta dispensatrice di ceffoni alle consorelle più quotate. Si capirà meglio la diversa qualità e mistura dei punti totali della prima e della seconda in graduatoria, raffrontando l’essenzalità del bottino: contro le cosiddette Grandi del campionato (le Duellanti più Udinese, Lazio, Inter, Roma e Napoli) il Milan ha fin qui raggranellato 5 punti. La Juventus ne ha raccolti tre volte di più: 15, vincendo anche il faccia a faccia coi rossoneri. Una vendemmia aurea, che è già un determinante discrimine qualitativo. È tutt’altro che un Milan da lotta allo scudetto quello che ha perlopiù perso o pareggiato con le più forti in lizza. Unica deroga, la vittoria (3-2) contro la vagotonica Roma, all’Olimpico.

Consola i rossoneri, per contro, il tabellino in positivo contro le ballerine di seconda fila: per la compagnia di giro allegresca costituisce la grande maggioranza dei punti fin qui incamerati: 38 contro i 29 dei bianconeri. Come a dire: contro le piccole il Milan fa la voce grossa e sempre la spunta (pensiamo al 4-3 a Lecce dopo lo 0-3 del primo tempo). Proprio come il bullo della compagnia, forte coi deboli e debole coi forti. «Quella contro la Lazio è stata una sconfitta salutare», ha chiosato mercoledì sera Allegri, avendo la politezza di glissare sul rigore che pure era dovuto al Diavolo. Se la chiave di lettura del campionato fosse palesata dai numeri di cui sopra, il Milan presente avrebbe da preoccuparsi non poco: la metà degli scontri diretti è li che aspetta. E senza un’inversione di tendenza saranno dolori. Perché la Juve corre forte e chi va piano, eh, resta indietro.
 

di Claudio Negri

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