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Pato rifiorito

Il giocatore rossonero ha fatto pace coi legamenti suoi. E si prepara per la sfida contro i viola: a Firenze ha sempre fatto gol

Allegri, anomali gli infortuni di Pato
Allegri, anomali gli infortuni di Pato

Milano, 13 novembre 2011 - Rifiorire a Firenze. Per Alexandre Pato, che ha fatto pace coi legamenti suoi, il capoluogo toscano è uno di quei posti che la sorte o il caso hanno per lui fin qui benedetto. Firenze e la Fiorentina sono beneauguranti per il Papero: il Franchi, da che Pato è milanista (prima era troppo piccolo e troppo lontano, del resto), ha sempre visto un gol del Nostro. Fateci caso: 2007/2008: Fiorentina-Milan 0-1 (Pato); 2008/2009: Fiorentina-Milan 0-2 (Kakà, Pato); 2009/2010: Fiorentina-Milan 1-2 (Gilardino, Huntelaar, Pato); 2010/2011 Fiorentina-Milan 1-2 (Seedorf, Pato, Montolivo). Per la bricconcella legge dei grandi numeri stavolta Pato rischierebbe forse di restare a secco, ma a parte i gufi, il ritorno al calcio giocato nella città del giglio, dice un gran bene al giovane bomber.

 

Rientrato in gruppo col morale alto tipico di un giovane ottimista, innamorato e di buon appetito, Pato dovrebbe - dicasi dovrebbe - giocare a fianco di Ibrahimovic, dirottando (forse) alla trequarti quel Robinho che tanto sta facendo bene con Zlatan a latere. Problemi di abbondanza si dirà, ma i più capziosi faranno notare, solo per il gusto della zizania, che Ibrahimovic in passato aveva mostrato proprio qualche piccola insofferenza nei confronti del Papero, ed era stata finanche stilata una classifica dei partner preferiti dal Tartufone: 1) Inzaghi, 2) Cassano, 3) Robinho 4) Pato.

Quanto questa gradutoria sia ancora (o sia mai stata) veritiera, lo sa solo Ibra. E Allegri: il reinseirimento del Papero nella macchina milanista, tornata a essere bene oliata, dovrà costituire un momento di festa e non di problematiche. Sarebbe davvero singolare se la macchina da gol dovesse incepparsi proprio nel momento in cui può disporre della massima potenza di fuoco. Quanto a Inzaghi, ha ieri ribadito: «Il mio sogno è finire al Milan la mia carriera, ma bisogna vedere se c’è ancora bisogno di me. Se continuerò a sentirmi importante, no problem, sennò vedremo: per me la cosa più importante è essere tornato un calciatore dopo il grave infortunio».

di Claudio Negri

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