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Moratti:

"Inter, così mi piaci"

L’incontro con il presidente della Mongolia gran tifoso della Beneamata
 

Massimo Moratti (Ansa)
Massimo Moratti (Ansa)

Milano, 20 ottobre 2011 - Claudio Ranieri soffierà oggi su sessanta candeline e il regalo che si augura di ricevere dai propri giocatori è una prestazione di carattere anche domenica quando a San Siro arriverà il Chievo. Penultima in campionato ma in testa nel proprio girone di Champions League: è questo il paradosso dell’Inter, che nella trasferta di Lille ha mostrato progressi importanti, in primis una ritrovata saldezza difensiva. Per la prima volta quest’anno i nerazzurri non hanno incassato reti in trasferta e il merito è da dividere fra tutti.

 

Julio Cesar è tornato ad alti livelli, offrendo sicurezza fino al 94’ quando ha smanacciato l’ultimo cross di Hazard. E la coppia centrale è stata impeccabile; Lucio ha limitato le sue scorribande offensive («Anche se un paio di volte mi ha fatto battere il cuore», ha detto Ranieri con un sorriso), mentre Chivu ha dimostrato perché preferisce giocare al centro. Massimo Moratti, presente in tribuna, com’è sua abitudine nelle trasferte europee, ha ritrovato il sorriso e si aspetta una conferma.

 

Buone notizie dall’allenamento di ieri: Alvarez, reduce da un problema al ginocchio, ha lavorato con il gruppo. «È stata una bella serata – ha spiegato il presidente, intercettato sotto gli uffici della Saras –, importante per mille ragioni. Ci mette in condizione di ritrovare fiducia: c’è ancora tanto da fare, ma non così tanto come si poteva pensare prima». Poi il primo tifoso nerazzurro si è soffermato sul comportamento dei singoli: «Mi è piaciuto Pazzini, il tridente ha fatto molto bene. Zarate? Sta entrando nella marcia che lui conosce. Ha bisogno di spazi, sa saltare l’uomo, ha coraggio e a noi questo serve. Per il suo assist avrà un premio (15 mila euro, un benefit previsto nel contratto, ndr)».

 


Già ad agosto Moratti
sponsorizzava l’impiego di Pazzini, messo da parte da Gasperini, ma non dimentica l’apporto di Milito: «Ha dato sicurezza tenendo di più il pallone: lui è intelligente e sa muoversi in campo». Per non parlare di Sneijder, al debutto nella gestione Ranieri e subito decisivo: «Tutti hanno ritrovato maggior sicurezza e Wesley è un giocatore di un certo tipo, con una grinta notevole. Adesso cercheremo di fare bene anche in campionato dove siamo un po’ in ritardo». A chi gli paventa lo spettro della retrocessione, Moratti ribatte un po’ piccato: «Se vogliamo menar gramo fin da questo momento...».

 

La giornata era iniziata in sede con un incontro particolare: quello del presidente della Mongolia Tsakhia Elbegdorj, in visita istituzionale in Italia, felice di stringere la mano a Forlan e a Coutinho, che hanno partecipato all’evento in rappresentanza della squadra. «Sono un grande tifoso dell’Inter – ha dichiarato Elbegdorj –. A causa del fuso orario, mi sveglio di notte per vedere le partite». Domenica prossima, nessuna levataccia per il presidente. In Mongolia saranno le 21 quando inizierà Inter-Chievo: anche a migliaia di chilometri di distanza si trepiderà per Pazzini e compagni.

 

di Alberto Giorni

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