Milano, 29 novembre 2017 - Tra i volti nuovi della prossima Inter in campionato ci sarà quasi certamente quello di Andrea Ranocchia. Il difensore centrale italiano, unico disponibile in rosa oltre a Skriniar (Miranda è squalificato e il giovane Vanheusden è fuori per un grave infortunio), è vicino al debutto stagionale dal 1’ domenica pomeriggio in casa contro il Chievo Verona. Ha alle spalle 5’ di militanza da inizio campionato, nella trasferta a Crotone del 16 settembre scorso. Aspetta da tempo una chance per dimostrare di poter essere un giocatore da Inter, obiettivo che non ha mai centrato del tutto. Il suo rapporto con la piazza è altalenante, figlio di anni di magra a livello di squadra e nel rendimento personale. In sei anni e mezzo è finito due volte in prestito, nella Genova blucerchiata e in Premier League all’Hull City

Nel primo caso con molte ombre e poche luci, nel secondo con una retrocessione in Championship nonostante alcune buone apparizioni. Oggi Ranocchia è un ragazzo prossimo ai trent’anni che ne ha passate parecchie. In questa Inter è un comprimario, anche se ha esperienza dello spogliatoio nerazzurro come nessun altro. Ne conosce vizi e virtù, ha vinto una Coppa Italia nel 2011 ed è oggi l’unico rappresentante in squadra ad aver alzato un trofeo con la maglia dell’Inter. Per una stagione è stato anche capitano, ma l’esperienza non gli ha giovato. Adesso ha il compito, stante la squalifica di Miranda, di convincere i dirigenti che a gennaio si può anche andare avanti con i centrali che ci sono in rosa, senza aggiungere ulteriori tasselli e affidandosi a lui in caso di necessità o al massimo all’adattato D’Ambrosio. Sui social qualcuno scherza: se Spalletti recupera anche lui completa il miracolo. Di giocatori con qualche problema di continuità domenica potrebbero essercene più di uno, considerato che per le assenze di Gagliardini e Vecino stanno prendendo piede le candidature di Brozovic e Joao Mario. Questi ultimi, però, qualche partita l’hanno giocata e le occasioni le hanno sfruttate a cadenza alternata. 

Ranocchia è alla prima vera chance. Salvo imprevisti, ne avrà poche altre (magari con il Pordenone in Coppa Italia il 12 dicembre, dopo che i friulani hanno eliminato il Cagliari guadagnandosi un viaggio a San Siro). Deve sfruttarla, provare a rifarsi una carriera alla soglia della terza decade. Quella a cui tanti pensavano potesse ambire vedendolo giganteggiare tra Bari e Genoa. Promesse, finora, mai mantenute a pieno.