Milano, 27 settembre 2017 - Squadra che vince non si...accontenta. Domenica scorsa la Bracco Atletica ha conquistato il suo secondo scudetto in tre anni ai Campionati italiani di Società Assoluti che si sono svolti a Modena; una gioia condivisa anche dalla presidentessa Diana Bracco: «Vincere uno scudetto è un sogno meraviglioso. Ma che sogno è vincerne due in tre anni: incredibile! - afferma la numero uno del gruppo farmaceutico -. Dimostra il vostro valore e il vostro impegno». 

Il 2017 è stato, senz’altro, un anno speciale per la Bracco Atletica, iniziato con la vittoria dello scudetto indoor, a cui è seguito il successo nella Coppa Europa per Club in Portogallo. Un filotto di successi che, però, non fa dimenticare le difficoltà che tutti i giorni il presidente e tutta la società si trovano a dover fronteggiare: «Fare atletica a Milano è quasi impossibile: la storica Arena Civica è in grado di ospitare solo i corsi dell’attività giovanile, quando è aperta. Le condizioni della pista sono tali da provocare microfratture e traumi agli atleti impegnati ad alto livello - afferma il presidente di Bracco Atletica, Franco Angelotti -. Il Centro Sportivo XXV Aprile, pur gestito con oculatezza dal Cus Milano, vede una diatriba con il Comune di Milano per ottenere l’allacciamento del nuovo impianto di illuminazione». Ma i problemi non finiscono qui: «Il pistino indoor ha un iter, se possibile, peggiore del Palalido - continua Angelotti -. Sono passati sette anni dall’inizio dei lavori, con l’abbattimento delle tribune, e nonostante il Comune ne abbia promesso la consegna entro il mese di novembre non ci crede nessuno, considerato lo stato dei lavori in grave ritardo. Le stesse condizioni della pista open sono in via di deterioramento, essendo stato installato un manto altamente deteriorabile. Per concludere: la situazione impiantistica a Milano è pessima».

Insomma una situazione davvero critica: «Il Centro Sportivo Carraro e il Saini sono dei ruderi dove gli atleti dovrebbero preparare la loro attività - conclude il Presidente della Bracco -. Su tutto ciò promesse e solo promesse dal Comune di Milano». Eppure, malgrado le difficoltà a livello di impiantistica, le società milanesi sono vincenti in Italia. La vittoria di questo titolo porta la firma di tutte le ragazze nate e cresciute nella Bracco che, a differenza di altri sodalizi, non ha schierato atleti stranieri e si è avvalsa di una sola atleta militare, Valentina Trapletti, che per altro è allenata e seguita a livello tecnico, medico e psicologico dal club milanese. I punti di forza sono state le ostacoliste Mosetti e Balduchelli, nei 3.000 siepi Casati e Aqdeir e la staffetta 4x400 composta da ma è il merito del successo è, senza dubbio, di tutte le atlete che hanno saputo esprimersi al meglio con l’entusiasmo, la determinazione e la concentrazione che le hanno sempre contraddistinte.