I ragazzi portano con sé non solo la grande passione per la propria disciplina, ma anche l’entusiasmo di far parte di una grande famiglia olimpica. Il presidente del Coni Marzorati: "Tirare fuori la grinta"
Milano, 3 gennaio 2011 - E’ iniziato il conto alla rovescia verso i primi Giochi Olimpici Invernali della Gioventù che avranno luogo a Innsbruck in Austria, dal 13 al 22 gennaio 2012. Per la prima volta nella storia dei Giochi moderni, la fiamma Olimpica è stata accesa per una città che ha ospitato tre eventi in quanto Innsbruck precedentemente è stata sede Olimpica invernali nel 1964 e 1976.
Giungeranno, quindi, nella capitale delle Alpi oltre 1.000 giovani atleti d’eccezione da tutto il mondo. Di età compresa fra i 14 e i 18 anni, questi ragazzi portano con sé non solo la grande passione per la propria disciplina, ma anche l’entusiasmo di far parte di questa grande famiglia olimpica. E tra loro non potevano mancare dei lombardi: saranno otto. Micol Cristini per il pattinaggio artistico, Jasmine Tessari e Stefano Colofat come coppia di danza sul ghiaccio, Nicole Martinelli e Milan Grugni campioni di pattinaggio di velocità, Manuel Perotti e Alice Canclini per lo sci di fondo e per quello alpino Veronica Olivieri che quest'anno fa anche parte della squadra nazionale.
"Sarà una grande opportunità per capire i risvolti etici dello sport olimpico, in un momento in cui lo sport che va di più nel nostro paese non sta certo dando il buon esempio". Con questo augurio il presidente del Coni Lombardia Pier Luigi Marzorati ha salutato gli otto atleti lombardi. Ricordando "il figurone" fatto dalla Lombardia a Singapore nel 2010 per la prima edizione dei giochi, Marzorati ha raccomandato a tutti di "tirare fuori la grinta perchè non si va solo per partecipare".
Consegnata la divisa ed un piccolo regalo in attesa delle medaglie, gli atleti sono pronti: Presente a salutare ed incoraggiare gli atleti anche il presidente dell'International Skating Union Ottavio Cinquanta che ha accennato agli "alti e bassi che l'Italia ha negli sport invernali" e ha sottolineato "il problema del fuggi fuggi di atleti: mancano dirigenti, i campioni dovrebbero ricordarsi a fine carriera che devono qualcosa al mondo dello sport".