Milano, 13 ottobre 2017 - Thomas by Thomas. Scusate, ma oggi funziona così. Avrebbe potuto essere un perfetto vincitore di Amici ma il successo di Rikki spazza via ogni polemica. Thomas era il diciassettenne che ballava cantando su improbabili cover di Morgan, senza sbagliare una nota. Disco d’oro comunque con l’EP “Oggi più che mai”, in cui debutta come co-autore, ha collezionato gli scalpi del suo tempo: tour “firmacopie” dell’EP, festival radio come il Deejay on Stage, il Wind Music Word, il Summer Festival romano. Poi ha registrato il primo album col suo nome. Team allargato con la produzione di Alex Trecarichi, dei 2ndRoof e molti altri. «Il mio mondo - racconta Thomas - è quello dell’hip hop e dell’R’n’B, del pop italiano che affonda le radici nel passato. Ho cercato di rafforzare i generi con i miei colori personali e i miei sogni. Espandendo la scrittura dell’EP». E l’album ha un respiro verticale, divertito (si sentono tintinnare i braccialetti mentre balla e canta), ha un sapore anni ‘80 e un suono attuale. Non è alla moda anche se lui ammette di «guardare anche per i miei primi due live (l’11 novembre all’Atlantico d Roma e al Fabrique) a Bruno Mars e Justin Bieber».

L'inizio è alle ore 18. Normale per uno che nasce il 13 aprile 2000 a San Giuseppe di Cassola (in provincia di Vicenza), vive con i suoi genitori, frequenta il liceo musicale “a indirizzo jazz”, dove studia canto e pianoforte. «La chitarra invece da autodidatta». Ha fatto ginnastica artistica e frequentato una scuola di ballo, partecipato ad alcuni musical. Segue nei locali l’orchestra del padre. Nel 2013 partecipa a “Io canto” su Mediaset. Tutto prima dei suoi sedici anni, quando è entrato ad Amici. Il suo grande amore è Michael Jackson, gli piacciono i Pooh, il funk e l’hard rock ani ’70. È una spugna di grande musicalità e personalità. «La prima canzone che ho scritto e cantato in pubblico è “Sheela”, nell’album firmo anche “Non ridere di me”, composta armonicamente e melodicamente al pianoforte. Fra gi autori ci sono Anthony Conte e Vittorio Conte, figli della mia manager e vicina di casa». Ha detto la sua anche in produzione. «Abbiamo usato vecchie tecniche di registrazione della voce, per avere un sono più caldo, il disco è suonato, anche se abbiamo usato molti synth anni ’80. L’idea era quella di portare la black music in quel suono, in maniera fresca». Non solo hip hop e r’n’b ma anche credibili ballad. Il ragazzo conosce dettagli e sfumature. Il singolo “È un attimo” ha anticipato l’album a fine settembre.

L’instore tour tocca domani Milano in Mondadori Duomo, il 18 Stezzano (Bergamo) in Media World Le Due Torri, il 26 Brescia in Feltrinelli.