Milano, 21 novembre 2017 -Cinque date primaverili tra Milano e Bologna esaurite da Roger Waters in poche ore, una trattativa per provare a portarlo in estate pure all’ex area Expo di Rho nella cornice dell’i-Days Festival assieme a Pearl Jam, Queens of the Stone Age, Killers e molti altri ancora, dimostrano come l’epopea Pink Floyd sia dura a morire.

E lo dimostra pure il successo incontrato dalla proliferazione di tribute band del quartetto inglese come quei Big One che approdano questa sera sul palco del Nazionale con “The European Pink Floyd Show” per far rivivere con i loro filmati e il loro schermo circolare quell’In The Flesh Tour messo in strada giusto quarant’anni fa da Waters, Gilmour, Wright e Mason, all’indomani della pubblicazione di “Animals”. Una celebrazione che, al tempo, focalizzava la prima parte dello show dei Floyd sul repertorio integrale del nuovo album e la seconda su quello del predecessore “Wish you where here”, lasciando ai bis un’incursione tra le seduzioni di “The dark side of the moon” con “Money” ed “Us and them”. Niente Italia in calendario, ma l’esodo in massa di fans italiani verso Zurigo per le due repliche d’inizio febbraio all’Hallenstadion. L’In The Flesh Tour fu quello in cui fece la sua comparsa “Algie”, il famoso maiale ritratto sulla copertina di “Animals” in volo tra le ciminiere della Battersea Power Station (durante le session fotografiche l’aerostato strappò l’ancoraggio e i piloti d’aereo in atterraggio ad Heathrow furono avvertiti dalle autorità aeronautiche di prestare attenzione al porco volante in cui avrebbero potuto imbattersi lungo la rotta di avvicinamento), ma anche quello in cui Waters sputò dal palco, dando il via a quell’elaborazione psichica del successo e della fama che l’avrebbe poi portato a concepire “The wall”.

Per riprodurre i suoni dell’album dei Pink Floyd “più spietato di sempre”, come ebbe a definirlo il New Musical Express, gli italianissimi Big One sono ricorsi a strumenti e arrangiamenti d’epoca. Quella al Nazionale è la prima ad opera del cantante-chitarrista Leonardo de Muzio & soci. L’altissimo rilievo che gli eroi di “Shine on you crazy diamond” mantengono nelle cose italiane è dato pure da un altro spettacolo, “Pink Floyd History”, che la tribute band omonima (ri)porta il 30 novembre al Teatro della Luna per ripercorre il cammino ddai tempi di Syd Barrett in poi. La sera prima, sullo stesso palco, omaggio a David Bowie con un “Tribute” ad opera di Andy Fluon e i suoi White Dukes. Il primo dicembre, invece, un omaggio “sinfonico” a Lucio Battisti con 2 Mondi & Vent Ensemble. Il 5 marzo al Nazionale è la volta degli Abba Dream con “S.O.S.”, “Dancing Queen”, mentre il 12 marzo addirittura dei Beatles grazie a “Revolution the musical”, viaggio attraverso l’avventura umana e artistica dei FabFour con una delle loro tribute band più accreditate: i BeatBox.