Milamo, 26 ottobre 2017 - Sarà una corsa contro il tempo. Il Consiglio regionale dovrà votare, il 7 novembre, la risoluzione che avvierà il confronto con il Governo per avere una maggiore autonomia su le 23 materie previste della Costituzione. Questo per allineare le trattative di Lombardia ed Emilia Romagna, in modo da avere un unico tavolo di confronto. La deadline fissata dal governatore Roberto Maroni è stata accolta nella conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale. Ieri, in mattinata, il presidente della Regione aveva detto: «Il Governo centrale ha risposto favorevolmente alla mia richiesta di partire subito, aprendo un tavolo unico con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna».

Anche se in realtà sembra che il Veneto partirà in un secondo momento. Secondo il governatore i tempi per arrivare all’approvazione della risoluzione il 7 novembre «ci sono, anche se il Consiglio regionale dovrà accelerare un po’ con i lavori. Se martedì 7 novembre l’aula di Palazzo approverà, come mi auguro, la risoluzione, potremo partire subito dopo con la trattativa». Maroni ha anche smentito che ci siano state delle incomprensioni con il governatore del Veneto, Luca Zaia: «Non c’è alcun dissidio». E per dare forza alle sue parole ha anche cambiato la foto dei suoi profili social, pubblicando un’immagine sua e di Zaia abbracciati a Pontida. E domani ci sarà un consiglio federale della Lega Nord per analizzare le conseguenze dei referendum sull’autonomia. La bozza del documento che la Lombardia presenterà a Roma, sarà alla base di un confronto tra le forze politiche presenti al Pirellone, che partirà già nei prossimi giorni. Ieri la conferenza ha stabilito il calendario per arrivare a discutere già il 7 novembre il testo della proposta di risoluzione. Già domani i capigruppo torneranno a riunirsi, assieme ai presidenti delle commissioni regionali Bilancio e Affari istituzionali, per le prime valutazioni su contenuti e priorità. Lunedì 30 ottobre sarà la giornata dedicata alla riflessione interna ai gruppi consiliari. Il giorno dopo non si svolgerà la prevista seduta di Consiglio, per consentire il lavoro sul testo della risoluzione che dovrà essere approvata in commissione Affari istituzionali già il 2 novembre. Tutte le commissioni saranno chiamate a dare parere consultivo sul testo il 2 e il 3 novembre, facendo confluire direttamente in aula le proprie osservazioni. Sempre il 3 novembre, la commissione Affari istituzionali ascolterà in audizione le associazioni degli enti locali, assicurando cosi al dibattito in aula anche il loro contributo. La Giunta regionale affiancherà il Consiglio nel lavoro di preparazione.