Milano, 22 ottobre 2017 - E' stato il giorno del referendum sull'autonomia in Lombardia e Veneto. Secondo quanto riferito dal governatore Maroni in Lombardia l'affluenza si è attestata attorno al 40%mentre in Veneto (dove era previsto il quorum) attorno al 60%. Il 95% di chi ha votato ha scelto il sì. "Io non esulto, sono felice", ha commentato Maroni. Sono stati chiamati al voto 7.897.056 elettori lombardi per un totale di 1.523 Comuni, 3.263 edifici sede di voto e 9.224 sezioni elettorali. "Non faccio la competizione con Zaia - ha detto Maroni - non mi interessa la percentuale, sono contento che ci abbia superato, ora possiamo unire le forze per la battaglia del secolo". 

Referendum in Veneto e Lombardia: Zaia, Salvini e Maroni - AnsaCENTRODESTRA: SEGNALE CHIARO - C'è un "segnale chiaro: che milioni di lombardi chiedono più autonomia, e questo sarà da subito argomento di dibattito in Consiglio regionale - ha detto il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo .-Si arriverà ad approvare una risoluzione presumibilmente a novembre, per aprire una trattativa con il governo che deve rispondere entro 60 giorni", ha aggiunto. Quanto alla partecipazione "non c'era grande tradizione di voto a referendum in Lombardia", ha detto e "se paragoniamo questo ad altri referendum, per le materie di cui stiamo parlando è complessivamente un risultato significativo". Soddisfatto il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: "Più di 5 milioni di persone che hanno votato chiedono il cambiamento. Meno sprechi, meno tasse, meno burocrazia, meno vincoli dello Stato e dell'Unione Europea. La partecipazione è stata straordinaria e la vittoria è dei cittadini, alla faccia di Renzi che invitava a stare a casa. Da domani lavorerò perché anche i cittadini delle altre regioni che me l'hanno chiesto, dalla Puglia al Piemonte, dal Lazio alla Toscana possano fare la stessa scelta. La vittoria non è solo della Lega ma soprattutto degli italiani che vogliono il cambiamento. Da domani al lavoro per ottenere risposte concrete". Secondo Maria Stella Gelmini il referendum "rappresenta una battaglia culturale prima che politica vinta dal centrodestra nel pieno rispetto della Costituzione - ha detto la coordinatrice regionale e vicecapogruppo alla Camera di Forza Italia -. Il centrodestra unito e di governo ha riportato al centro il tema dell'autonomia nell'interesse dei singoli territori". La sua conclusione è che "la risposta dei lombardi è chiara: tre milioni di cittadini hanno detto sì a una maggiore autonomia, a più competenze e a una distribuzione più equa delle risorse". L'affermazione dei sì rinsalda anche l'asse con Forza Italia e rafforza l'idea di Silvio Berlusconi che un centrodestra unito possa avere chance di vittoria.  Anche gli azzurri, quindi, come dice Renato Brunetta, esprimono "grande soddisfazione per il risultato". Critico invece il partito di Giorgia Meloni. La leader di Fdi nel corso delle settimane passate non ha mancato occasione per prendere le distanze dalla consultazione popolare e dagli alleati: "In una nazione - ha ribadito - le riforme costituzionali si fanno insieme e non a pezzi per l'interesse di tutti e non per assecondare l'interesse particolare".

Referendum indipendenza LombardiaAFFLUENZA, PD: SCARSA PARTECIPAZIONE, SCONFITTA POLITICA - In Lombardia non era previsto il quorum. Proprio nell’affluenza ai seggi sta il nodo politico che divide Maroni da una vittoria o da una sconfitta. Sul fronte dell’affluenza, il numero uno di Palazzo Lombardia aveva preso come punto di riferimento il 34% dei lombardi che andò a votare nel 2001 per il referendum costituzionale sull’articolo V. I dati sono stati letti da parte del centrosinistra come una sconfitta politica di Maroni: "La scarsa affluenza e partecipazione registrata - ha spiegato il segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati - in particolare a Milano metropolitana, è la certificazione di una sconfitta politica. Tutta da intestare a Maroni e alla sua maggioranza, che in questo modo hanno finito per danneggiare la richiesta di maggiore autonomia per la Lombardia. Ed è del tutto evidente che la Lombardia non è il Veneto, e i dati lo dimostrano chiaramente". Sulla stessa linea il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, futuro avversario di Maroni alle prossime regionali: "Uno dei due governatori ha un gruzzolo di voti da portare nella trattativa con il governo, un altro no perchè Maroni porta meno dei voti con cui è stato eletto per governare la Regione, e cioè il 43%. Se arriva al 40%, mi sembra un risultato appena sufficiente". 

M5S: SENZA MARONI AFFLUNZA MAGGIORE - Secondo il consigliere regionale dei 5 stelle Stefano Buffagni l'affluenza al referendum un Lombardia è stata "sopra le aspettative". Buffagni si è detto convinto che la "strumentalizzazione di Maroni" e "l'atteggiamento scorretto di tutta la Lega Nord" abbia scoraggiato molti cittadini che per mesi hanno sentito parlare di residuo fiscale, che con questo referendum non c'entra niente". "Grazie al M5S - ha rivendicato - si è votato con il voto e elettronico e su un quesito costituzionale. Ora bisogna dare immediatamente seguito a volontà dei cittadini e aprire con il governo la trattava sulle competenze come prevede l'iter costituzionale. Su questo abbiamo le idee chiare: ambiente, dissesto idrogeologico, sviluppo e innovazione, istruzione". "Grazie ai lombardi che hanno votato e che hanno capito il senso del referendum, una vittoria - ha concluso - dei cittadini e non della Lega". 

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