Milano, 10 ottobre 2017 - Il conto alla rovescia è partito: il 22 ottobre si vota per l'indipendenze della Lombardia. "Il referendum sull'autonomia non porterà più soldi in regione tantomeno i miliardi di cui qualcuno parla": l'ex governatore Roberto Formigoni ha spiegato all'Ansa che "si tratta sulle competenze. E vengono trasferite le risorse che lo Stato già spende in Lombardia, che se è virtuosa può risparmiare qualcosina, ma è qualcosa di minimale".

E ha aggiunto: "Sì andrò a votare e voterò sì anche se sono amareggiato e deluso perché l'autonomia è una cosa seria che viene affrontata in modo banale". Secondo Formigoni, "non è una cosa seria" perché il quesito è molto vago, "è come - osserva - chiedere se vuoi bene alla mamma, tutti rispondono sì", e poi "se Maroni voleva poteva comunque chiedere di aprire la trattativa in qualsiasi momento, anche oggi". L'ex governatore aveva avviato la trattativa con il governo Prodi per avere competenza su 12 materie, ma quando cadde nel 2008 e salì al governo Berlusconi e "la Lega pose il veto". "Maroni, che era ministro - aggiunge - deve spiegare perché quello che non andava bene dieci anni fa, va bene adesso". 

Inoltre, Formigoni è convinto che il referendum per l'autonomia di una Regione "si pone a inizio legislatura non alla fine, a meno che si usi per la propaganda o per fare polemica con il governo". "Maroni - ha concluso dovrebbe rispondere a queste
perplessità diffuse fra la gente o c'è il pericolo che il voto venga inteso come una strumentalizzazione e non credo che questo favorirà la partecipazione".