Milano, 29 maggio 2017 - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha firmato il decreto di indizione del referendum consultivo per l'autonomia, previsto per il 22 ottobre con voto elettronico. Lo stesso giorno è stato annunciato un analogo referendum in Veneto. Si voterà dalle ore 7 alle 23. La cerimonia per la firma si è tenuta a Cremona, nella sede della Provincia, in occasione della festa della Lombardia, che cade nel giorno della battaglia di Legnano del 1176.

Soddisfatto il governatore lombardo: "Oggi e' una bella giornata, e' la Festa della Lombardia e ho firmato il decreto che stabilisce che il referendum per l'autonomia si farà". "E' un appuntamento straordinariamente importante per tutti i Lombardi, perché puo' significare la svolta - ha proseguito il presidente -: una nuova storia per la Lombardia, con la possibilità di tenerci le risorse che ci servono per fare tutte le cose che dobbiamo fare. Sono molto contento ed emozionato - ha concluso Maroni -: é il coronamento di tante battaglie e la realizzazione di un sogno. Adesso la parola passa al popolo, come e' giusto che sia in ogni sistema democratico". Maroni ha poi aggiunto: "Il 13 giugno ci sarà un incontro a Palazzo Chigi, per definire gli interventi concordati con il territorio" per dare attuazione al Patto per la Lombardia firmato a novembre fra il Governo e la Regione.  L'incontro servirà, ha spiegato "a chiudere la fase preliminare e iniziare quella esecutiva" dei progetti.

BORDONALI: "OCCASIONE STORICA" -  "Il 29 maggio 1176 la Lega Lombarda sconfisse il Barbarossa a Legnano. Il 29 maggio 2017 a Cremona il presidente Roberto Maroni ha firmato il decreto per indire il referendum sull'autonomia della Lombardia. E' ufficiale: il 22 ottobre abbiamo un appuntamento con la storia. I soldi che potremo trattenere sul nostro territorio serviranno a risolvere parecchi problemi della nostra regione, dalla sicurezza urbana alla stabilita' del territorio. Non possiamo piu' aspettare e sono convinta che il popolo lombardo scegliera' nel modo corretto". L'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali, ha commentato così la sottoscrizione, del decreto per indire il referendum per l'autonomia che si svolgera' domenica 22 ottobre. L'assessore ha citato come esempio Brescia. "Il residuo fiscale di questa provincia, infatti, - spiega - ammonta a 5 miliardi di euro, su 54 miliardi complessivi della Lombardia. Soldi che ogni anno mandiamo a Roma senza un effettivo ritorno in servizi. Ogni cittadino della provincia di Brescia, che sia neonato o novantenne, regala ogni anno allo Stato 4.000 euro di tasse in piu' del dovuto".  "In materia di sicurezza urbana - ha continuato Bordonali - Regione Lombardia ha finanziato quest'anno, con 7,6 milioni di euro, 253 progetti presentati dai comuni, 140 di videosorveglianza e 113 relativi a nuovi strumenti per gli agenti delle polizie locali. Erano tuttavia arrivate 634 domande di finanziamento per un totale richiesto di 17 milioni. Con l'autonomia fiscale saremmo riusciti a coprire tutte le domande. Altro grande tema sara' quello della messa in sicurezza del territorio. In provincia di Brescia abbiamo problemi relativi al dissesto idrogeologico e saranno fondamentali ulteriori risorse per intervenire a livello strutturale".

BECCALOSSI: "AVANTI TUTTA" -  "I casi in cui le risorse di una singola Regione - ha aggiunto Beccalossi - vengono utilizzati dal governo centrale in maniera a dir poco iniqua e opinabile sono molteplici. Un esempio eclatante di mia competenza riguarda i finanziamenti statali in materia di dissesto idrogeologico: l'80% vengono destinati al Sud e il 20% al Centro-Nord. Senza valutare le reali necessità dei territori. E' chiaro a tutti che ciò non può essere accettato, perché una frana o un allagamento a Brescia non sono diversi che in qualsiasi altra città del Meridione. Lo stesso discorso può valere per la 'Città metropolitana' con il sindaco Sala, certamente non appartenente al mio schieramento politico, che proprio oggi, senza troppi giri di parole, dichiara come questo ente viva in stato di abbandono da parte di Roma". "Quindi - ha concluso l'assessora regionale - sono più che mai convinta che, sia in termini di decisioni sia di gestione delle proprie finanze, le Regioni, tutte le Regioni, debbano avere più autonomia".