Milano, 31 ottobre 2017 - Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, ha ufficializzato la sua candidatura Pd alla presidenza della Lombardia alle Regionali del 2018. Il primo cittadino orobico ha ribadito "la ferma intenzione di favorire la più ampia aggregazione di forze politiche e civiche del centrosinistra intorno ad un programma di autentico cambiamento di Regione Lombardia, i cui elementi qualificanti siano la tutela dell'accesso universale alla migliore offerta sanitaria, un serio progetto di riqualificazione ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio regionale e un deciso intervento sulle disuguaglianze di tipo economico e sull'accesso ai diritti. Su queste basi - ha concluso - confido potremo fare positiva sintesi del contributo di tutti". Ma, com'e era prevedibile, questo annuncio  ha scatenato le reazioni dei partiti politici avversari. 

Paolo Grimoldi, segretario della Lega, in una nota ha chiesto le dimissioni di Gori da sindaco di Bergamo. "Una città importante come Bergamo - ha detto Grimoldi - non può avere un sindaco part-time impegnato in una campagna elettorale per la presidenza della Regione per i prossimi mesi. Per coerenza e per rispetto dei cittadini bergamaschi Giorgio Gori si dimetta subito da sindaco, si concentri solo sulla sua campagna elettorale per la Regione e lasci amministrare la città a chi ha veramente a cuore gli interessi di Bergamo e non quelli di carriera personale".

Stessa richiesta dal Movimento 5 Stelle, ma via Facebook, da parte dal consigliere regionale del movimento, Stefano Buffagni. Se Giorgio Gori "vuole dimostrare serietà, deve immediatamente dimettersi da sindaco in modo da poter dare alla città di Bergamo la possibilità di avere sin da subito un sindaco interessato alla città e non qualcuno che la vuole usare solo come trampolino di lancio per la carriera politica" si legge sul post del profilo social con la richiesta che Gori lasci la carica di sindaco di Bergamo, dopo essere stato ufficialmente indicato come candidato presidente della Regione Lombardia dal Pd. Buffagni ha anche speigato che "esiste incompatibilità tra il ruolo di consigliere regionale e sindaco», sostenendo che se non sceglierà da subito Gori «dimostrerà solo il suo carrierismo utilizzando la poltrona da sindaco coma salvagente di consolazione".