Milano, 29 ottobre 2017 - «Se qualcuno le chiede, è giusto farle». Così Giuliano Pisapia dà il suo via libera alle primarie per la scelta del candidato presidente della Regione. Parole proferite in quel del Teatro Parenti, ieri mattina cornice del primo evento elettorale di Campo Progressista. Presente anche Giorgio Gori, sindaco di Bergamo ma, soprattutto, candidato in pectore del Pd proprio alle prossime Regionali. «Ho sempre detto che le primarie non sono un dogma – ribadisce Pisapia –. Se qualcuno le chiede è giusto farle con dei paletti ben precisi per un centrosinistra ampio, aperto al civismo, all’ associazionismo, a tutte quelle realtà che vogliono cambiare verso». E il punto è proprio questo: a chiedere la consultazione è Mdp ed è una richiesta decisiva per l’effettivo decolo di un centrosinistra che risponda all’identikit tracciato dall’ex sindaco di Milano ma anche dallo stesso Gori e dai vertici Democratici. Tenere insieme più centrosinistra possibile per avere più possibilità di battere Roberto Maroni e il dominio incontrastato del centrodestra in Regione: questa è l’unica ragione delle primarie. «Campo Progressista – conclude Pisapia – sosterrà Gori o il candidato che uscirà dalle primarie. Siamo ancora una volta a disposizione». Una disponibilità che i pisapiani ribadiranno domani pomeriggio nel corso di quel tavolo di coalizione che pare destinato a concludersi con l’annuncio del via libera alla consultazione interna. Non tutto è ancora dipanato nei rapporti tra il Pd e Mdp. Anzi, resta da sciogliere il nodo della data. I Dem non vogliono andare oltre il 3 dicembre e su questo non sono disposti a trattare, come conferma la dichiarazione rilasciata ieri da Gori sempre dal Parenti: «Ho dato la disponibilità per fare le primarie, se saranno fissate io ci sarò sicuramente. Il 3 dicembre è la data ultima, tutti capiscono che dopo è Natale e il clima non è quello giusto per chiamare la gente ad esprimersi. Se dobbiamo fare le primarie dobbiamo darci una mossa».

Al di là della data, secondo indiscrezioni, Gori ha subordinato la sua partecipazione ad un’altra condizione: essere l’unico candidato Pd alla consultazione. Tradotto: Fabio Pizzul dovrà rinunciare a correre. Sul punto il consigliere regionale fa sapere di «non avere ricevuto alcuna indicazione in questo senso dal partito» ma di essere pronto a farsi da parte nel caso in cui «il Pd lo chiedesse».

Se tra i Dem non mancano, a quanto pare, i candidati, nelle fila di Mdp i giochi sono tutt’altro che chiusi. In lizza restano l’europarlamentare Antonio Panzeri, l’ex primo cittadino di Brescia nonché vicesindaco di Mino Martinazzoli, Paolo Corsini, e la deputata Eleonora Cimbro. Sullo sfondo Onorio Rosati. Non disponibile Roberto Cornelli, che ieri dal palco del Parenti ha fatto sapere di essere pronto ad appoggiare «Chiunque sarà candidato del centrosinistra avrà il mio voto se si impegnerà su tre questioni fondamentali: la riforma della sanità, l’approvazione di un piano sull’ambiente e la programmazione di interventi di lungo periodo ma urgenti sulle diseguaglianze».

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