Milano, 8 dicembre 2017 - In Lombardia non avrà alcuna ricaduta la rinuncia di Giuliano Pisapia a quel ruolo di pontiere che costituiva la ragione sociale di Campo Progressista. A 24 ore dal ritiro dell’ex sindaco di Milano, i pisapiani fanno sapere che nulla cambia in vista delle elezioni Regionali: avanti col Pd a sostegno della candidatura a governatore di Giorgio Gori. Questa la sintesi della nota firmata da Emilio Ballarè, coordinatore delle Officine di Campo Progressista. Una nota che non risparmia, però, critiche ai Dem.

«In questi mesi – si legge – abbiamo tenacemente lavorato perseguendo un solo obiettivo: ricostruire un centrosinistra di governo in discontinuità col passato e capace di fermare l’avanzata delle destre e dei populismi. Abbiamo preso atto della non percorribilità di questa strada. Sono evidenti le responsabilità del Pd incapace di trarre un bilancio serio di questi anni in cui si è rotto il rapporto tra le forze democratiche e progressiste e larga parte del Paese. Un Pd che non ha inteso aderire alle nostre proposte in tema di giustizia sociale, redistribuzione delle risorse, lavoro, welfare. Da ultimo la scelta di relegare un tema di civiltà come la timida legge sullo Ius Soli all’ultimo posto dei lavori parlamentari ha segnato il punto di non ritorno. Quando si sacrificano i diritti di centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze per assecondare i peggiori istinti di una parte del Paese si rompe anche quel patto valoriale che è base necessaria per ogni alleanza».

Una volta sottolineato questo, «le ragioni che ci hanno spinto ad aderire a Campo Progressista (...) rimangono attuali e possiamo e dobbiamo farle vivere proseguendo il nostro comune impegno – annuncia Ballarè –. In Lombardia ci proponiamo di continuare il lavoro iniziato lo scorso mese di ottobre al fine di costruire una lista regionale ambientalista, progressista, civica e di sinistra che partecipi con determinazione alla costruzione del centrosinistra a sostegno della candidatura di Giorgio Gori e provi a rompere la cappa soffocante imposta in questi 23 anni dai governi della destra. Sappiamo che è possibile, sappiamo che è necessario. Un centrosinistra lombardo nettamente e chiaramente alternativo al centrodestra nei contenuti e negli uomini e donne che lo potranno rappresentare. Un centrosinistra innovativo e coraggioso nei contenuti. Se il Pd pensasse di importare in Lombardia il modello renziano il risultato sarebbe il medesimo».

giambattista.anastasio@ilgiorno.net