Milano, 13 giugno 2016 - Riaprire alcuni tratti dei Navigli milanesi: è il progetto del candidato del centrosinistra Giuseppe Sala. In caso di elezione a sindaco inizierà a lavorarci su: «Dal giorno dopo la mia elezione - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa dedicata - insieme alle vere priorità della città, come l'edilizia popolare, o la sicurezza a cui dedicherò il 90 per cento del mio lavoro, mi occuperò di chiamare a raccolta i milanesi che amano i Navigli per realizzare un grande progetto da sottoporre ai milanesi». Sala ha ribadito la sua intenzione di studiare nel corso del 2017 un progetto, «dove mettere a punto gli aspetti tecnici, finanziari, di fattibilità della riapertura dei Navigli, in cui non nasconderemo nulla». Al termine del 2017 «chiederemo ai milanesi con un referendum di decidere - ha aggiunto -. È un progetto che può far paura ma ha un grande fascino».

PARISI - "Il progetto di Beppe Sala sui Navigli? Penso che Milano non possa permettersi questo tipo di investimento. Sarebbero altri chilometri e chilometri di cantieri. Un costo enorme per una cosa che non ha senso. L'emergenza di Milano non è avere i Navigli aperti e tornare indietro di 100 anni". Lo ha detto il candidato sindaco del centrodestra, Stefano Parisi, arrivando al mercato di via Moretto da Brescia, in zona Città Studi.

IL PROGETTO - L'idea è quella di riaprire quattro tratti del Naviglio, «non necessariamente tutti insieme», per un «grande progetto che non sarà fatto solo per il centro ma che ricongiungerà le periferie, a beneficio di luoghi di Milano che potranno essere conosciuti in tutto il mondo». I tratti da riaprire sarebbero quelli della ex cerchia interna per un costo dell'operazione stimato in 400 milioni di euro, da reperire attraverso fondi europei e con la collaborazione di sponsor interessati. Se il progetto verrà realizzato «ci sarà una ridefinizione dei flussi di traffico e trasporti - ha concluso Sala -. Questo può far paura ma dobbiamo ragionare in termini della Milano del futuro, quello che sarà nei prossimi 15 anni».

"Una citta' cosi' puo' cambiare l'immagine di Milano nel mondo. Milano e' nota nel mondo per la creativita' e per il design ma puo' diventare la Milano di Leonardo e dell'acqua, con un battello che la attraversa tutta e permette di conoscere le zone periferiche di Milano. Obiettivamente, non e' un progetto immaginifico. Una Milano cosi e' una Milano che fa sognare".

"Questo progetto riporta Milano a essere una citta' su canali che ricongiungano i due fiumi: Adda e Ticino. La copertura dei Navigli e' stata decisa in un momento in cui la citta' era pervasa dalla necessita' del movimento e della velocita', in particolare per quanto riguarda il traffico delle auto". "Oggi - ha spiegato - siamo in un'epoca molto diversa nella quale si sta affermando una sensibilita' ambientale e urbanistica differente, nella quale fa breccia un'idea di citta' che potrebbe tornare a essere cio' che e' stata. Questa operazione puo' far paura, ma ci permette di immaginare una citta' molto diversa da quella attuale e piu' in linea con i valori della contemporaneita'". L'intenzione e' quindi quella di studiare "la situazione con alcuni attori qualificati della citta', tra cui il Politecnico, in modo tale da elaborare un progetto dal punto di vista tecnico e finanziario, che preveda l'utilizzo di fondi europei e sponsor"