Milano, 4 gennaio 2018 - Dalle elezioni Politiche alle Regionali, dalle alleanze ai rincari di inizio anno passando per la battaglia sull’autonomia di Lombardia e Veneto. Matteo Salvini inaugura il 2018 con una conferenza stampa a tutto campo in quel di via Bellerio, subito dopo la prima riunione del Consiglio federale. Sul piano nazionale, il segretario della Lega (non più) Nord smentisce ogni progetto di futura alleanza con altri movimenti di altre coalizioni una volta chiuse le urne e conosciuto l’esito delle Politiche. Dopo il voto, la Lega si impegnerà in Parlamento «esclusivamente nell’ambito del centrodestra». «Anzi – prosegue Salvini – chiederò ai segretari di tutti i partiti di chiedere ai candidati di firmare un impegno anti-inciucio e a garantire così che non cambieranno partito e schieramento politico».

Il leader del Carroccio continua a non voler sentir parlare di «quarte gambe del centrodestra», laddove il riferimento è, come ovvio, ai popolari di Angelino Alfano e Maurizio Lupi che hanno fino a poche settimane fa governato insieme al Pd a Palazzo Chigi: «Penso che il governo possa poggiare tranquillamente su tre gambe e se qualcuno vuole fare esperimenti di eugenetica se ne faccia carico. Al momento i miei interlocutori sono solo due». Vale a dire: Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. A proposito di Berlusconi, subito dopo Salvini smentisce le indiscrezioni che vorrebbero Roberto Maroni come possibile premier di compromesso proprio perché gradito anche e soprattutto dal leader di Forza Italia. «Lo escludo» replica secco il numero uno del Carroccio.

Da qui al rilancio della causa autonomista il passo riesce breve: «Maroni – aggiunge Salvini – è e sarà una risorsa per la Lega, non per altri. Come Luca Zaia, del resto. Entrambi hanno partecipato al Consiglio federale e ci hanno aggiornato sullo stato delle trattative per l’autonomia della Lombardia e del Veneto. Siamo ad un ottimo punto. Ho visto con soddisfazione nelle ultime settimane che il tema dell’autonomia è diventato trasversale, ne parlano anche i governatori di sinistra: oltre al presidente dell’Emilia Romagna, ora la chiedono anche quelli di Piemonte, Puglia e Campania. L’obiettivo è chiudere entro gennaio la trattativa tra Lombardia, Veneto e Stato centrale entrando nel vivo, ossia competenze e soldi, per passare dalle parole ai fatti e ricordando che dovrà essere il prossimo Parlamento ad approvare definitivamente il percorso. Se sarà un percorso che coinvolgerà tutta l’Italia sarà per noi motivo di orgoglio».

Quindi di nuovo il piano nazionale: «Gli ultimi dati vedono la Lega in ottima salute e addirittura in crescita rispetto alle ultime settimane del 2017 mentre il Pd è al tracollo. I sondaggi danno la Lega davanti e il centrodestra intorno al 40%». I temi della campagna elettorale saranno «il lavoro, i giovani e la revisione della Fornero: per questo abbiamo un accordo di reciproca lunga e proficua collaborazione col sindacato Ugl». Infine i rincari: «Più si tassa più si muore».