Milano, 15 maggio 2017 - A poche ore dalla vittoria alle primarie della Lega, Matteo Salvini è tornato sull'esito delle primarie della Lega Nord, che lo hanno incoronato nuovamente segretario. "Con ieri si chiude il capitolo di Salvini solo al comando e di chi dice 'la linea lepenista non ci piace' - ha detto Salvini parlando della riconferma con l'82,7 per cento dei voti - E' evidente che è stata avvalorata la battaglia identitaria e sovranista della Lega, il sovranismo e il federalismo vanno dalla stessa parte", ha aggiunto. "Il popolo della Lega si è spresso. La prossima volta faremo in modo che si esprimano tante persone in più".

BOSSI? "NON METTO GUINZAGLIO A NESSUNO" - Salvini ha poi parlato della questione legata a Umberto Bossi e del rischio di una scissione, con l'uscita dello storico leader del Carroccio. "Spero che non lasci - ha detto Salvini - Se il risultato fosse stato un altro, ne avrei tratto le conseguenze e sarei tornato a fare il militante. Mi auguro non solo che nessuno esca e ma sono sicuro che tanti altri arriveranno", ha continuato il segretario. "Se qualcuno ha fatto accordi politici con qualcun altro faccia quello che ritiene - ha concluso - se Bossi vuole bene alla Lega legga bene questi numeri e ci aiuti a dare battaglia. Altrimenti, non posso mettere il guinzaglio a nessuno". Secondo Roberto Maroni Umberto Bossi dalla Lega "non se ne andrà, ne sono sicuro, perché la Lega l'ha fatta lui, quindi non vedo come possa uscire dal movimento che lui assieme ad altri, me compreso, ha fondato. In ogni caso - ha aggiunto il governatore ed ex segretario del Carroccio - spero che non se ne vada. Per me il problema non esiste, nel senso che per me 'politica uguale Lega', anche per Bossi sono convinto sia così".

"IN LOMBARDIA NIENTE ALLEANZA CON ALFANO" - Matteo Salvini ha poi avvertito Roberto Maroni e confermato  che non vuole ripetere l'alleanza con Lombardia popolare in vista delle regionali del 2018. "Chi sta reggendo il moccolo a Renzi e alla Boschi non può essere alleato della Lega, in competizioni nazionali e regionali, neanche in Lombardia", ha detto il segretario federale della Lega Nord. A questo proposito ha citato l'esempio della giunta leghista veneta, che, diversamente da quella lombarda, non è sostenuta dal partito di Angelino Alfano. "Sicuramente Maroni condividerà quello che abbiano condiviso con Luca Zaia, che governa bene senza gli amici di Renzi con maggioranza schiacciante. Non si può fare una cosa a Roma e un'altra qui, a livello locale ho lasciato libertà di scelta ma a livello politico nazionale e regionale la scelta passa da me e la Lega non sarà mai alleata con Alfano", ha tagliato corto. Sul nodo alleanze, la replica di Maroni non si è fatta attendere: "Il mio orizzonte temporale è il referendum del 22 ottobre - ha detto il governatore - se avrà successo, se riusciremo a portare tanta gente a votare, cambia il mondo, anche dal punto di vista delle alleanze. Non solo in Lombardia ma anche a Roma". In caso di successo della consultazione, infatti, per Maroni "ci sarà l'effetto contrario", cioè "la Lombardia e il Veneto decideranno le future alleanze".

SALVINI: SIAMO SOTTO ATTACCO - Salvini, in un'intervista a Radio Padania, ha anche parlato del nodo immigrazione. "Ogni tanto si svegliano quei giullari dei grillini, che però poi cambiano idea dopo un quarto d'ora; sul Pd c'è poco da dire; a Berlusconi chiederemo di vedere le carte in mano, perché anche lui un giorno è di qua e un giorno è di là. Non stiamo vivendo un'immigrazione un po' fastidiosa". L'ufficio stampa della Lega, In merito alle dichiarazioni di Salvini, ha poi precisato: "Non ha mai detto che 'serve un piano di pulizia etnica'. Ha detto che siamo sotto attacco ed è in corso ai nostri danni un piano di sostituzione etnica".