Milano, 13 dicembre 2017 -  "Se è vero che il sorteggio era nel regolamento per l'assegnazione di Ema è altrettanto vero che le modalità con cui si è svolto sono state poco chiare. Quindi è bene chiedere di far luce su questo". Così il sindaco Giuseppe Sala torna sul tema di Ema a margine del consiglio metropolitano. A chi gli ha chiesto dell'interrogazione fatta da due eurodeputate italiane per chiedere la revisione dell'assegnazione ad Amsterdam se quest'ultima non avrà una sede pronta entro aprile 2019 ha risposto: "Al di là del sorteggio, il vero tema è capire la disponibilità di uffici adeguati nei tempi giusti. Noi ci siamo ed è chiaro che è difficile dire se questa via (dell'interrogazione, ndr) porterà a qualcosa di buono, perché immagino che gli olandesi di fronte a questa pressione si attiveranno. Si tratta di una agenzia che non svolge solo un lavoro burocratico ma che impatta sulla salute dei cittadini europei. Ho sentito la Toia, seguiamo con attenzione e vediamo quale sarà la risposta all'interrogazione".

Sì, perché le eurodeputate Patrizia Toia, capo delegazione Pd al Parlamento europeo, ed Elisabetta Gardini, capo delegazione di Forza Italia, hanno presentato congiuntamente un’interrogazione alla Commissione Europea e al Consiglio per chiedere di rivedere l’assegnazione dell’Ema, andata alla capitale olandese che al fotofinish ha beffato proprio Milano. Nei giorni scorsi articoli di stampa hanno evidenziato "la mancata disponibilità di una sede, seppure provvisoria, dell’Agenzia europea del farmaco ad Amsterdam entro marzo 2019". Per questo le due europarlamentari italiane hanno chiesto se il Consiglio "ritiene ancora valida la valutazione tecnica della Commissione fornita prima dell’assegnazione, se non consideri il mancato rispetto degli impegni presi ragione per riaprire la procedura". I ritardi, infatti, "danneggiano il diritto alla salute dei cittadini, non rispettano il principio di business continuity (principale criterio per la scelta) e arrecano costi aggiuntivi al bilancio Ue". Facendo seguito all’annuncio dell’interrogazione di Toia e Gardini, il governatore lombardo Roberto Maroni ha preso la palla al balzo, annunciando sul suo profilo Facebook che "se Amsterdam non rispetta gli impegni per la nuova sede di Ema noi siamo pronti, il Pirellone c’è". Le preoccupazioni per il rispetto dei tempi, presi dai Paesi Bassi, sono state rilanciate su Politico, un sito internet dedicato ai temi europei.