Milano, 4 dicembre 2017 - Energie per l’Italia di Stefano Parisi sosterrà la ricandidatura del governatore lombardo e lumbard Roberto Maroni alle elezioni regionali di primavera. Parisi e Maroni si sono incontrati venerdì e hanno definito l’accordo: il simbolo della lista dell’ex candidato sindaco del centrodestra a Milano sarà al fianco dei simboli di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sulla scheda elettorale. Parisi ha annunciato l’intesa con Maroni ieri mattina al Teatro Franco Parenti durante la presentazione del programma e del simbolo della sua lista per le elezioni politiche e regionali.

Non è mancato un colpo di scena. Sul palco sono saliti tre consiglieri regionali: Alberto Cavalli, Sabrina Mosca e Mauro Piazza. Fino a ieri i primi due erano di FI e il terzo di Lombardia popolare (gli alfaniani). Fino a ieri, perché i tre consiglieri oggi costituiranno ufficialmente il gruppo di Energie per l’Italia in Consiglio regionale, il primo gruppo regionale del movimento di Parisi a livello nazionale. «Da domani (oggi, ndr) ci sarà il gruppo di Energie per l’Italia al Pirellone – annuncia Parisi –. L’altro ieri (venerdì, ndr) ho visto il governatore Roberto Maroni, sosterremo la sua ricandidatura alle elezioni lombarde». Cavalli, a margine dell’incontro al Parenti, sottolinea: «Energie per l’Italia è l’unica novità nel panorama politico italiano». Cavalli, bresciano, abbandona FI e irrita i forzisti, in primis la coordinatrice regionale degli azzurri Maristella Gelmini, bresciana pure lei, che preferisce non commentare, almeno per ora.

Parisi, intanto, fissa i suoi paletti per un’alleanza con il centrodestra alle elezioni politiche: «Noi siamo alternativi alla sinistra e il nostro programma liberale e popolare lo dimostra. Vogliamo che i partiti della coalizione di centrodestra fissino un vincolo di mandato». Come dire: no a governi con il Pd di Matteo Renzi dopo le elezioni. Il leader di Energie per l’Italia non intende scendere a compromessi su questo punto: «Siamo pronti ad andare da soli alle elezioni». Alleanze a parte, Parisi punta molto sul programma e presenta dieci provvedimenti da approvare nel primo Consiglio dei ministri di un futuro governo di centrodestra. Si va dalla «riduzione del 5% in 5 anni della spesa pubblica rispetto al Pil e del 15% dei dipendenti statali» alla «zona franca fiscale al Sud per agevolare gli investimenti» fino alla «riforma costituzionale scritta da un’Assemblea costituente di 75 membri tutti con immunità parlamentare e non candidabili alle elezioni per i successivi due mandati». Il leader di Energie per l’Italia, infine, si dice favorevole alla flat tax, come Berlusconi e Salvini, ma avverte i partiti sovranisti possibili alleati: «Noi non vogliamo uscire dall’Unione europea ma liberarci dal debito pubblico».