Milano, 25 novembre 2017 - Seconda giornata di #IdeeItalia - la voce del Paese, l'evento organizzato da Mariastella Gelmini e Paolo Romani all'Hotel Gallia di Milano. Si tratta di tre giorni di confronto sul "Paese reale di cui la politica si occupa poco e che qui è protagonista", come ha spiegato la coordinatrice lombarda del partito. Workshop, approfondimenti, dibattiti per dar voce alla società civile, al mondo dell’impresa, del lavoro e delle professioni, senza dimenticare chi un lavoro non ce l’ha. Domenica 26 novembre, le proposte emerse da ciascun workshop saranno consegnate direttamente al presidente Silvio Berlusconi con l’obiettivo di arricchire ulteriormente l’Albero della Libertà e scrivere insieme il prossimo programma politico.

SINDACI E AMMINISTRATORI LOCALI - Intera mattinata dedicata alle amministrazioni locali. "L'ascolto del Paese non può prescindere dall'ascolto di sindaci e amministratori, che conoscono da vicino le difficoltà dei cittadini e affrontano temi delicati come l'emergenza casa, la disoccupazione, la mancanza di infrastrutture e la tassazione locale", ha detto Mariastella Gelmini, vice capo gruppo vicario di Forza Italia alla Camera. "I sindaci e gli amministratori sono la spina dorsale del nostro partito, il loro contributo è fondamentale per il rilancio del Paese" ha affermato invece Paolo Romani, capogruppo FI al Senato. "Quello che gli amministratori locali chiedono alla politica - ha aggiunto Marcello Fiori, responsabile nazionale FI Enti locali - è una serie di interventi a sostegno del territorio: abolizione della legge Bassanini e della Severino, riforma della giustizia, rivoluzione digitale, riforma della Polizia locale e un ministero dei Comuni che sia unico interfaccia a Roma per gli 8 mila sindaci".  "La politica dia risposte ai tanti giovani disoccupati, ma anche ai cinquantenni che perdono il lavoro" ha concluso Giuseppe Cangialosi, responsabile Giovani Forza Italia Lombardia. Nel corso degli interventi e' stato riservato un discorso a parte al tema della casa. "Gli immobili - ha dichiarato tra gli altri Alessandro Cattaneo, responsabile nazionale Formazione FI - sono componente prioritaria della visione economica di Forza Italia, che da sempre ha considerato la riqualificazione degli immobili e la realizzazione di nuove unita' essenziali per il rilancio dell'economia". "Pur avendo dedicato numerose agevolazioni al settore, la pressione fiscale sugli immobili e' ancora troppo alta", ha aggiunto Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia. "Bisogna varare politiche a favore del settore immobiliare - ha concluso - come la cedolare secca introdotta dall'allora governo Berlusconi".

DEBITO PUBBLICO - Di taglio più prettamente economco l'intervento di Renato Brunetta, capogruppo azzurro alla Camera dei deputati: "Dal 2011 nel nostro Paese è successo di tutto. La crisi dello spread che ha fatto cadere il nostro Governo ha rivoluzionato il modo di vivere della gente. Sì è temuto di essere sull'orlo del baratro. Abbiamo cercato di spiegare che si trattava di speculazione. Il debito pubblico continua ad essere il nostro cappio al collo e ci
mette nelle mani dei compratori. Tutta la nostra sudditanza, cessione di sovranità, deriva da lì, dal debito. E quindi chi non ha ridotto il debito e chi si propone di aumentare il deficit, e quindi il debito, non sa quel che dice".

REGIONALISMO - "Le due sfide sono, per i partiti, i meccanismi di selezione della classe dirigente dal basso e dal territorio. E una divisione diversa dei poteri che permetta finalmente alle regioni e ai comuni di utilizzare al meglio i
soldi per gli investimenti, costringendo lo stato a ridurre la spesa corrente che è cresciuta, assieme al debito pubblico, pur nel calo complessivo degli investimenti". Sono le due proposte lanciate da Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, nel corso del suo intervento. In merito ai referendum per l'autonomia, Toti ha detto di provare "gratitudine per quello che è accaduto in Lombardia e in Veneto: finalmente è tornato nell'agenda della politica il regionalismo e il federalismo. Ben venga. In questi ultimi 5 anni, le Leggi di Stabilità hanno usato comuni e regioni come bancomat per le inefficienze del governo. Lombardia e Veneto hanno segnato il gong e ci hanno svegliato tutti". Ma "non basta aprire un tavolo sull'articolo 116 - ha aggiunto - occorre che l'autonomia differenziata, il regionalismo torni al centro dell'agenda subito. Se non modifichiamo le politiche di spesa e di decisione in modo strutturale, nella prossima legislatura non riusciremo a fare quello che vorremmo. Negli ultimi 5 anni sono calati gli investimenti, è cresciuta la spesa corrente e il debito pubblico. O si invertono i meccanismi di decisione della spesa, con buone pratiche, costi standard, investimenti differenziati oppure non si riuscira' a vincere la sfida".

VIOLENZA CONTRO LE DONNE - La seconda giornata di # IdeeItalia si è conclusa con il workshop 'Rompiamo il silenzio, dalla parte delle donne' in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. I presenti hanno indossato un fiocchetto bianco, simbolo della lotta contro il femminicidio. "L'obiettivo - spiega la parlamentare azzurra Elena Centemero - è sensibilizzare l'opinione pubblica affinché diventi sempre più consapevole che la violenza sulle donne è una violazione dei diritti umani. Due sono le strade da percorrere: da un lato, insegnare ai piu' giovani il senso del rispetto e il valore della donna, e dall'altro servono azioni più concrete sul territorio da parte dei Comuni in accordo con associazioni e centri antiviolenza". Al workshop sono intervenute anche Mara Carfagna, Deborah Bergamini, Stefania Prestigiacomo, Maria Rizzotti, Giorgia Leoni, Luisa Oliva e Antonio Romeo. 

LA PRIMA GIORNATA - "Vogliamo dare voce al Paese, agli imprenditori, alle donne, ai giovani, rispettandoli nella loro terzietà. Non abbiamo l’ansia di strappare un voto in più", ha detto Gelmini in apertura della kermesse. E ancora: "Berlusconi ha parlato molto negli ultimi giorni della terza età, del tema delle pensioni perché noi non vogliamo cavarcela con una politica dei bonus a pioggia che determinano un aumento della spesa pubblica, ma vogliamo avere il coraggio di costruire un welfare diverso, un sistema che va rifondato con uno sguardo rivolto agli anziani e va costruito per la prima volta un welfare dell’infanzia". Sul tavolo, tante proposte: in primis la flat tax e aiuti alle famiglie.

ASSE CENTROSINISTRA E CENTRODESTRA - Durante la giornata di ieri, è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala: "La mia presenza va al di là della cortesia istituzionale – ha fatto sapere –: in politica le differenze ci sono eccome, io provo più irritazione che altro quando sento chi dice che non c’è differenza tra destra e sinistra. Ci sono, però, momenti in cui bisogna lavorare insieme. Riconosciamo le nostre differenze ma sulle grandi battaglie dobbiamo lavorare insieme nell’interesse del territorio". Il primo cittadino ha citato a mo’ di esempio la battaglia per portare a Milano la sede dell’Agenzia del Farmaco, battaglia che, dal Governo al Comune passando per la Regione, ha visto unite amministrazioni di colore diverso. "Abbiamo perso e questo mi ha fatto soffrire anche fisicamente» svela Sala. Sfide appena passate e sfide future, ancora da giocare. A tal propisito Sala ha invitato Forza Italia a condividere "se non un percorso una visione". Quella sulla "devoluzione fiscale", ad esempio: "Non metterò mai sul piatto soluzioni non applicabili – ha sottolienato Sala riferendosi al mantenimento entro i confini lombardi della metà del residuo fiscale –, ma bisognerà trovare il modo di premiare chi dà un contributo maggiore nell’interesse del Paese. Milano ha lasciato sul piatto 114 milioni di euro nel 2017". Non è finita. Sala ritiene che l’asse tra il centrosinistra e il centrodestra a Milano e in Lombardia debba estendersi a partite storiche come quella di «"ortare una parte della produzione Rai a Milano" e più recenti come quella di portare sotto la Madonnina la Consob. Pronta la replica di Mariastella Gelmini: "Apprezzo e rilancio la proposta del sindaco sulla necessità di fare fronte comune per sostenere a Milano la nascita di un grande centro di produzione Rai. Per una buona causa lavoriamo insieme".