Milano, 27 novembre 2017 - Dice di sentirsi come un quarantenne. Torna indietro di 23 anni nel tentativo di attribuirsi l’immagine dell’intramontabile e riappropriarsi del ruolo di diga salva-moderati: «Torno in campo come nel 1994. Ho più di 70 anni, ma mi sento un giovanotto. Mi comporto da quarantenne. Se nel 1994 il pericolo erano i comunisti, oggi il grande nemico è il Movimento 5 Stelle: pericolo anche più grande».

Parole di Silvio Berlusconi, ieri protagonista della convention milanese di Forza Italia e poi ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa", da dove lancia, in subordine alla sua, la candidatura a premier del centrodestra del generale Leonardo Gallitelli, già comandante dei carabinieri. A dispetto del rinnovato giovanilismo, il programma scandito dal leader forzista guarda parecchio agli anziani. Premesso l’impegno di «abolire il bollo sulla prima auto» e confermata la volontà di introdurre «una flat tax con aliquote più basse delle attuali per famiglie e imprese», Berlusconi promette l’innalzamento delle «pensioni minime a mille euro» e «l’adeguamento al valore dell’euro anche delle altre pensioni». Quindi agevolazioni per le cure odontoiatriche e oculistiche. Inedita l’abolizione dell’Iva «sui cibi per i cani dei meno abbienti», oltre «a facilitazioni per mantenere un animale domestico, come il veterinario gratuito ogni 15 giorni». Misure con riferimento particolare alla terza età perché «un anziano che ha un cane vive più sereno».

Ed è di nuovo ai pensionati che si rivolge Berlusconi nell’appello scandito dalla contro-Leopolda milanese: «Dobbiamo convincere i rassegnati che non vanno a votare. Dobbiamo andare a trovarli uno a uno». Quanto a lui, promette che sarà «ogni settimana in tv» e via via «in tutte le Regioni»: l’obiettivo è «fare una testa tanta agli italiani». La strategia del piccolo schermo è già evidente: nelle ultime settimane Berlusconi è stato ospite di Vespa, Costanzo e, ieri, di Fazio. Nessuna stanchezza intorno alla sua figura, dice il leader forzista: «Oggi, a differenza di 5 anni fa, il 28% delle persone di sinistra pensa che io possa essere una buona guida per il Paese». Quanto alla coalizione di centrodestra, Berlusconi ribadisce l’inserimento del «vincolo di mandato» per evitare cambi di casacca. E a proposito di (larghe) intese con la sinistra, fa sapere di rifiutare ogni idea di sancire un patto dal notaio con Matteo Salvini, segretario della Lega: «Dal notaio si portano le persone di cui non si ha fiducia».

A Salvini invia poi un consiglio non richiesto: «Impossibile non candidare Umberto Bossi, se non lo farà lo accolgo io a braccia a perte». Quindi l’annuncio che il centrodestra avrà una quarta gamba, «composta dall’unione di più di 10 piccoli rassemblement politici». Lancia pure la composizione dell’eventuale governo: «Su 20 ministri, 12 saranno dalla società civile e solo 8 dalla politica: 3 di Forza Italia, 3 della Lega e 2 di Fratelli d’Italia». Duro l’affondo contro i Cinque Stelle e il loro candidato premier, Luigi Di Maio: «Ha la faccia pulita ma ha sempre fallito. Una meteorina. Nella sua vita ha fatto solo un lavoro: lo steward allo stadio del Napoli per vedere le partite gratis. La maggior parte di loro non ha mai lavorato, sono inaffidabili». Infine la difesa a spada tratta di Marcello Dell’Utri: «Persona straordinaria, è in carcere per un processo politico, è in gravi condizioni di salute».