Milano, 22 novembre 2017 - ​«Questo è assolutamente impossibile». Così Gianclaudio Bressa, sottosegretario ad Affari Regionali ed Autonomie, risponde a chi gli chiede se il Governo potrà riconoscere alla Lombardia più autonomia su tutte e 23 le materie elencate nella Costituzione. Una doccia fredda per il governatore Roberto Maroni che ha più volte dichiarato di volere una trattativa che abbracciasse tutte le competenze possibili. Niente da fare, invece.

Parole, quelle di Bressa, proferite proprio a margine della prima riunione del tavolo autonomista milanese, tenutosi a Palazzo Lombardia: «Io preferisco partire bene e chiudere bene anche un accordo limitato su poche materie – scandisce il sottosegretario –, che non significa che non possa poi essere esteso ad altre». Poi però si fa più chiaro: «Avere autonomia su tutte e 23 le materie è assolutamente impossibile. Lo è da un punto di vista costituzionale. Ci sono delle sentenze della Corte costituzionale che spiegano che non è possibile. Stiamo parlando di un regionalismo differenziato su singole materie e competenze, se fosse su tutte sarebbe una regione a statuto speciale, cosa che non è perché le regioni a statuto speciale sono definite dalla Costituzione e quelle cinque sono». «Se la Regione vuole raggiungere un risultato concreto sull’autonomia si deve ora concentrare su precise priorità – commenta Enrico Brambilla, capogruppo del Pd, presente al tavolo –. Inseguire tutte le 23 materie è velleitario e sicuramente inefficace». «Al momento il tavolo è stato interlocutorio e non è entrato nel vivo dei lavori – sottolinea, invece, Andrea Fiasconaro, capogruppo del Movimento 5 Stelle –. Bisogna dare sostanza alle richieste e individuare le risorse per finanziare le materie sulle quali ottenere più autonomia». «C’è comunque un clima molto positivo, tanto per il Governo quanto per il governo lombardo, che sono convinti che questa non sia una sceneggiata, ma sia un confronto vero» conclude Bressa. Nel frattempo Maroni aveva fatto il punto sui tempi del negoziato ribadendo di voler chiudere un accordo quadro entro gennaio, cioè prima che si apra la campagna per le elezioni Politiche e Regionali. «A gennaio – precisa il governatore – la trattativa sarà sulle risorse, da chiudere entro la fine proprio di gennaio con un accordo che eviti la contaminazione della campagna elettorale». Il prossimo incontro tra le Regioni e il Governo si terrà a Roma in una data compresa tra il 30 di novembre e i primi di dicembre, a seconda delle disponibilità di Palazzo Chigi.