Milano, 27 ottobre 2017 - È stata trasmessa ieri ai partiti una bozza delle richieste che la Lombardia intende avanzare allo Stato per raggiungere l’autonomia. Questa bozza dovrà trasformarsi nella risoluzione con la quale il Consiglio regionale, il 7 novembre, sarà chiamato a dare al presidente della Regione, Roberto Maroni, il mandato a trattare col Governo. È in queste 24 pagine che viene affrontato il tema autonomia in tutte le sue, auspicate, ricadute. Materia per materia. Meglio sfogliarle, allora.

TASSE. Il modello considerato è la Provincia autonoma di Trento. La richiesta è dare alla Regione più responsabilità nell’incasso e nella redistribuzione delle imposte. Nel dettaglio si chiede di ricondurre alla Regione l’intera tassazione sui veicoli e la «piena autonomia» nel disciplinarla. Si chiede poi che sia riconosciuta alla Regione una compartecipazione all’Ires (imposta sul reddito delle società) tale da consentire l’azzerramento dell’Irap (imposta regionale sulle attività produttive), la possibilità di trattenere dal totale delle imposte pagate sul territorio una «quota parte dell’importo programmato ogni anno a livello nazionale per i programmi di difesa del suolo», e, infine, di poter utilizzare gli avanzi di bilancio per consentire ai Comuni o alla stessa Regione di investire oltre i limiti fissati dal Patto di Stabilità.

GIUDICI DI PACE. L’obiettivo della Regione è acquisire le competenze necessarie per poter potenziare i giudici di pace in Lombardia «in modo da diminuire i tempi del contenzioso».

SCUOLA. La Regione vuole assumere tutte le funzioni oggi esercitate dall’Ufficio Scolastico Regionale (l’ex Provveditorato), con la creazione di un albo regionale degli insegnanti per il reclutamento diretto degli stessi da parte delle scuole e la regionalizzazione del “Fondo per il finanziamento delle Università”. Non ultimo, la Regione rivendica «la completa disciplina della parità scolastica» tra istituti pubblici e privati.

SANITÀ. La Regione vuole avere risorse economiche da poter gestire in autonomia, senza vincoli di spesa specifici, per avere più flessibilità nel fissare le tariffe. «Si pensa in particolare alla modulazione del ticket sanitario aggiuntivo» viene specificato nel documento. Non solo. Si chiede mano libera anche per l’assunzione di medici, infermieri e assistenti sanitari: «Particolare rilevanza avrebbe inoltre l’eliminazione dei vincoli relativi all’assunzione del personale da impiegare per le attività di prevenzione e la riduzione dei tempi d’attesa».

PROTEZIONE CIVILE. Si chiede il conferimento al presidente della Regione del potere di ordinanza in caso di calamità naturali che coinvolgano il territorio lombardo ma anche la creazione di un Corpo forestale regionale che sostituisca il Corpo forestale dello Stato.

AUTOSTRADE E AEROPORTI. La Regione chiede la piena governance degli aeroporti lombardi per differenziarne l’offerta e stimolare il turismo. Quanto alle strade, «si rivendica – letterale nella bozza – l’attribuzione alla Regione della potestà concessoria in merito alle autostrade insistenti sul territorio regionale, con l’introito dei relativi canoni».

IL CANONE RAI. La Regione chiede che una quota del canone pagato dai lombardi e una quota dei proventi pubblicitari restino in Lombardia per finanziare l’informazione locale «con l’obiettivo di migliorare la qualità della comunicazione e la qualificazione professionale con effetti positivi sull’incremento occupazionale».

LA PREVIDENZA. La Regione rivendica a sé il gettito raccolto in Lombardia attraverso l’imposta sostitutiva sui rendimenti dei fondi pensione.

URBANISTICA. La Regione chiede poteri utili a semplificare e accelerare le iniziative e la burocrazia in fatto di edilizia e di «rigenerazione urbana» (recupero di stabili dismessi). Non ultimo, «si rivendica il pieno riconoscimento alla Regione della possibilità di legiferare in merito al contrasto del gioco d’azzardo patologico» e in particolare si chiede «competenza esclusiva sulla determinazione delle distanze dei punti di gioco dai luoghi sensibili (scuole, oratori, centri di aggregazione, parchi, luoghi di culto ndr) e alla loro definizione».

CULTURA. La Regione chiede «l’acquisizione della titolarità o della gestione dei beni culturali statali presenti in Lombardia e la regionalizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), «al fine di superare l’attuale gestione accentrata ritenuta non più compatibile con un assetto efficiente delle competenze e con un’adeguata allocazione di risorse finanziarie».

Oggi questa bozza sarà discussa dal gruppo di lavoro istituito per approdare ad una risoluzione condivisa sull’autonomia. La data di approvazione di tale risoluzione, come anticipato, è prevista al 7 novembre.