Milano, 11 gennaio 2017 - Si è svegliato con la consapevolezza che sarebbe stato il giorno giusto, Attilio Fontana. Il giorno dell’investitura ufficiale a candidato presidente della Regione per il centrodestra dopo la rinuncia di Roberto Maroni. «Buongiorno Lombardia! Giornata ricca di impegni»: così sciveva ieri, poco prima delle 9, l’ex sindaco di Varese nonché ex presidente dell’aula del Pirellone. Sapeva, Fontana, che da lì a pochi minuti sarebbe arrivata l’unica benedizione che ancora mancava alla sua candidatura dopo quella della «sua» Lega, la benedizione di Silvio Berlusconi.

Il leader di Forza Italia ha scelto i microfoni di “Radio Anch’io” per scandirla: «Sarà Fontana il candidato alla Regione Lombardia. Dobbiamo incontrarci con Matteo Salvini, ma vedo che Fontana ha nei sondaggi risultati che depongono bene per lui, può dare un buon governo alla Lombardia nei prossimi anni. Noi – precisa Berlusconi – abbiamo chiesto solo tre giorni per approfondire la cosa, abbiamo fatto dei sondaggi e il risultato finale della riflessione è che crediamo che l’avvocato Fontana sia un ottimo candidato per la Lombardia, un candidato che sosterremo». Apriti campagna! Dalla mattina fino alla serata di ieri, Fontana ha via via incontrato assessori regionali e consiglieri regionali di maggioranza in quel del Pirellone prendendo in consegna i dossier che, urne permettendo, erediterà dalla Giunta Maroni. Momento spartiacque della prima giornata da candidato: il pranzo con lo stesso Berlusconi ad Arcore, durato due ore. «Incontro piacevole, abbiamo parlato di come risollevare il Milan» riferisce, tra il serio e il faceto, Fontana.

Oggi il primo vero appuntamento della sua campagna elettorale al mercato di Cologno Monzese. Chiaro il tema sul quale insisterà in questi 57 giorni: «L’autonomia – dice il candidato governatore –. Su questo si gioca il futuro della nostra regione». La linea è quella della continuità: «Voglio proseguire le tante cose buone che sono state fatte da Maroni. Sarebbe assurdo fare diversamente, chi ha amministrato bene deve proseguire lungo la via». Quindi i sondaggi, che lo premiano e premiano il centrodestra: «Li ho letti, speriamo che le cose vadano in questo senso: noi ne siamo convinti». Infine un piccolo retroscena. A quanto racconta Fontana, è stato Matteo Salvini, segretario federale della Lega, a chiamarlo «dopo Capodanno» per chiedergli di candidarsi. «Non sono svenuto perché ho un certo autocontrollo» dice, ridendo, l’uomo chiamato a cancellare il gran rifiuto.