Milano / Bergamo / Brescia / Como / Cremona / Lecco / Legnano / Lodi / Monza Brianza / Mantova / Pavia / Martesana / Rho / Sesto / Sud-Milano / Sondrio / Varese

Salvare le province si può "Basta portarle a cinque"

Parla il presidente Podestà

Parte il consiglio di guerra in tutte le Province d’Italia contro la soppressione: "Non ci opponiamo a una trasformazione, anzi la suggeriamo"

Guido Podestà presidente della provincia di Milano
Guido Podestà presidente della provincia di Milano

Milano, 31 gennaio 2012 - Oggi consiglio di guerra in tutte le Province d’Italia contro la soppressione. In prima linea il presidente della Provincia di Milano.
 

Presidente Podestà, lei si è confrontato a Firenze con i colleghi delle future Città metropolitane. Cosa avete deciso?
«Che non ci opponiamo a una trasformazione, anzi la suggeriamo. Ridurre le Province, ma anche fare un esame attento degli enti come parchi, agenzie varie, unioni di Comuni, Consorzi. In Italia ce ne sono quasi 4.500. Troppi. Abbiamo l’esempio del Piemonte, dove in accordo con la Regione propongono di ridurre le province da 8 a 4 ricreando quelle storiche. Negli ultimi anni c’è stato un proliferare, che tutti i gruppi politici hanno sempre votato all’unanimità».


In Lombardia oggi sono 12. Di quanto si potrebbe ridurre?
«Potrebbero essere cinque».


Formigoni nicchia sul ricorso?
«Tutte le Province, sia quelle amministrate dal centrosinistra che dal centrodestra o dalla Lega, hanno chiesto al governatore di attivare il ricorso. Come sottolinea il costituzionalista Valerio Onida le modalità che il Governo usa per il cambiamento non sono rispettose delle regole della Costituzione. Così si potrebbe fare oggi una legge ordinaria per le Province, domani per i Comuni, poi le Regioni... Stiamo attenti, c’è in gioco la democrazia».
 

Lei è anche in polemica con l’amministrazione Pisapia per l’introduzione dell’area C a Milano.
«Il danno per i commercianti del centro è rilevante. Gli artigiani, poi, o non vengono in centro o caricano sul costo del lavoro i 5 euro dell’ingresso. L’amministrazione Pisapia è tutta contenta di aver ridotto il traffico in centro del 40%. Se avesse messo un ticket di 50 euro lo abbatteva del 90%, cosa vuol dire? Abbiamo migliorato la qualità dell’aria? No, perché area C è troppo piccola».
 

Lei da presidente di Città metropolitana cosa farebbe?
«Con i sindaci dei 40 Comuni della Provincia abbiamo già sottoscritto un Protocollo cui ha aderito anche Milano. Blocco di alcuni mezzi, come gli Euro 3, dopo il superamento della soglia di 50 milligrammi per metro cubo di Pm10 per un periodo. Ma io sarei per modificare alcuni manti stradali, c’è un problema di risollevamento delle polveri. La frenata di un tram provoca più inquinamento del passaggio di cento auto. E poi incentivi per sostituire le caldaie obsolete che incidono per il 15% sulla qualità dell’aria».
 

Avete minacciato di attivare il diritto di recesso per le azioni Sea.
«Quando Pisapia mi chiese di modificare lo statuto di Serravalle perché ci fosse la possibilità, anche in caso di vendita, di avere un rappresentante nel cda dissi di sì. Doveva avvenire la stessa cosa per Sea e così non è stato. Ora noi chidiamo ci vengano acquistate le nostre azioni o ci venga data assoluta garanzia che lo statuto sarà rimodificato».


rossella.minotti@ilgiorno.net
 

di Rossella Minotti

Pubblicità locale
Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by