In Giunta c'è solo la leghista Rizzi. Dal presidente della Regione arriva un forte segnale di rinnovamento. Secondo lui non cè "alcuna avvisaglia di crisi in Lombardia e la stabilità del governo non sarebbe in pericolo"
Stefania Consenti
Milano, 26 gennaio 2012 - Un corposo rimpasto di giunta che dia un segnale di rinnovamento. Ormai non è mistero per nessuno che il governatore della Lombardia ci stia lavorando alacremente. E l'obiettivo è quello di inserire ai posti di comando molte più donne, «tante donne, sono sempre importanti», promette il Celeste che deve in qualche modo colmare un peccato originario della sua attuale giunta che conta solo sulla presenza della leghista Monica Rizzi, assessore allo Sport. Ma niente dettagli, né anticipazioni, «quando sarà il momento vi avviserò», continua a precisare Formigoni. «Non ho fissato tempi o scadenze. L'importante è che nel frattempo la giunta continui a lavorare, soprattutto nella piena collaborazione con gli alleati», dice il presidente.
Già, gli alleati: secondo Formigoni non c'è alcuna «avvisaglia di crisi in Lombardia e la stabilità del governo non sarebbe in pericolo». Quindi, avanti tutta con il rimpasto al «femminile», anche se per ora l'unico nome certo che circola è quello di Margherita Peroni. «Voglio dare un segnale forte pur non avendo nulla da rimproverare ai miei assessori», puntualizza il governatore gettando acqua sul fuoco delle polemiche che accompagnano il toto-assessori. Intanto, mentre Formigoni riflette, arriva dall'Ufficio di presidenza del Consiglio un segnale positivo: oggi si insedia il Consiglio per le Pari opportunità che non farà capo alla giunta. Sarà composto da sette donne e il presidente (e sul quale convergeranno tutte le preferenze) è quello di Rossana Caggiano, ex presidente della Commissione Pari Opportunità.
«Finalmente - esulta Davide Boni, presidente del Consiglio regionale - anche la Regione avrà questo organismo». Superati anche i problemi economici con la riduzione dei compensi per presidente (1.500 euro), vicepresidente (400 euro in meno) e i componenti (gettone di 800 euro). Primi atti? «Un'azione di controllo anche sulla giunta - osserva Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio - . Formigoni continua a fare dichiarazioni ma non credo che due donne in giunta rispettino il principio statutario. Ce ne vogliono molte di più».
stefania.consenti@ilgiorno.net
di Stefania Consenti