Milano, 24 luglio 2017 - Andrea Cinciarini resta il capitano dell’Olimpia Milano. E da capitano esemplare non si nasconde dietro alibi o frasi di rito che non significano nulla. «La scorsa stagione è stata pesante». Termine forte. E rincara la dose. «Il fallimento non è aver fallito l’assalto allo scudetto o aver fatto una brutta Eurolega, che erano i nostri obiettivi principali. Il fallimento vero è non aver nemmeno provato a raddrizzare la stagione. È mancata la voglia di raddrizzarla ma posso promettere che non sarà più così». Non accusa nessuno: parla di «screzi» in maniera generica, evitando però di puntare il dito sulla gestione dello spogliatoio di Repesa che è finito in contrasto prima con Gentile e poi con Hickman e Sanders. Dedizione, lavoro e sacrificio: queste le caratteristiche che Cinciarini pretende dai compagni e che è certo verranno spese agli ordini di Pianigiani. «Ho avuto Pianigiani per cinque anni e a lui posso solo dire grazie perché mi ha fatto esordire in Nazionale».

Cosa può portare di diverso dai suoi predecessori?

«Può portare organizzazione e una certa mentalità. Richiede durezza, cioè la capacità di resistere e fare squadra nei momenti negativi per evitare di portarsi dietro ruggini e polemiche. Lui e il suo staff possono creare il gruppo per fare la differenza».

È proprio il gruppo a essere mancato nel recente passato.

«Purtroppo lo abbiamo dimostrato ai playoff. Siamo arrivati logori e scarichi e nel momento del bisogno non siamo stati coesi. Possono avere influito le tante sconfitte in casa e i risultati negativi in Eurolega ma non deve essere una giustificazione».

Proprio i tifosi erano arrivati a saturazione...

«Riportare l’entusiasmo al Forum è fondamentale. Dobbiamo diventare una squadra divertente. La delusione del pubblico è più che legittima, abbiamo disputato una brutta stagione e finito male, senza lottare. Li ringrazio per essere venuti sempre con costanza al Forum, so che hanno l’Olimpia nel cuore ma hanno sofferto tanto per colpa nostra. Sono curioso di conoscere i nuovi arrivati e di vedere cosa sapranno portare alla causa: abbiamo meno slavi e più americani, meno tecnica ma molto più atletismo».

Prima però c’è la Nazionale...

«Essere scartato dal preolimpico per me è stata una delusione enorme ma non ho alcun rancore e spero di entrare nei 12. Ho grande spirito di rivalsa».