Milano, 24 settembre 2017 - I numeri sono importanti ma non dicono tutto: nove vittorie su dieci, 25 reti fatte, undici marcatori diversi. Montella sa che guardando solo certe statistiche «si potrebbe parlare di un grandissimo Milan» ma è consapevole di come questi dati sono arrivati in questi primi due mesi di stagione: contro avversari di secondo (addirittura terzo) piano e con l’onta di aver bucato miseramente l’unico vero scontro diretto con la Lazio. Oggi la trasferta con la Samp è equiparabile per coefficiente di difficoltà a quella dell’Olimpico e Montella vuole vedere un certo tipo di risposta. Anche perché poi, Europa League a parte, arrivano in fila due brutte bestie come Roma e Inter.

Spiega Montella: «Ora diventa importante alzare l’asticella. Le prossime dieci partite saranno impegnative, incontriamo gran parte delle squadre di vertice». Il tecnico è convinto di «essere sulla buona strada» ma sottolinea, in virtù della giovane età di alcuni suoi giocatori e dei tanti cambiamenti fatti in estate, di aspettarsi «qualche alto e qualche basso». Trovare continuità, di prestazioni e nell’arco dei 90’. Meno azioni compassate (sebbene le energie vadano dosate) e più furore per non farsi mettere mai sotto. Per Montella è sufficiente ma non basta ancora, sebbene - sempre attraverso i numeri - rivendichi una certa qualità del gioco.

«Serve una crescita tattica costante ma è un luogo comune che la squadra debba migliorare sul possesso palla. Dopo il Napoli, siamo la squadra con più possesso palla; inoltre siamo quella che ha fatto più tiri e ne ha subiti di meno; e siamo la più giovane dell’intero campionato, la sesta in Europa. Lo scorso abbiamo avuto il terzo migliore rendimento offensivo e difensivo sui calci piazzati e quest’anno il trend è lo stesso». Grazie soprattutto a Rodriguez, confermato rigorista nel sempre più rodato 3-5-2: lui, Bonucci, Kessie, Biglia e Kalinic non riposano mai, cambiano solo gli altri. Panchina per Silva dopo la stecca con la Spal e leggero pizzicotto al portoghese: «Lo vedo sempre in miglioramento. È ovvio che quando vieni pagato una determinata cifra, aumentano responsabilità e aspettative». Spazio a Kalinic («regala garanzie») e Suso («Si abituerà ad accentrarsi e segnare di più») che sui social ricorda il suo breve periodo al Genoa e respira aria di derby. Montella invece torna a casa: «La Sampdoria è la mia storia». Ora le chiede strada.