Milano, 5 novembre 2017 - Spavaldo Montella. Forse per convincere se stesso, soprattutto per convincere i giocatori a non staccare la spina. Sassuolo evoca spettri e fantasmi, la sosta incombe e questo stop è considerato il solo momento buono per un cambio di rotta ma l’allenatore rossonero è «pronto a dare battaglia». Propaganda? Anche ma non solo. A Casa Milan - nella persona dell’ad Marco Fassone - infatti vorrebbero continuare con lui (traduzione, in caso di sconfitta a Sassuolo non è automatico il licenziamento) ma l’opzione esonero resta contemplata qualora la situazione precipitasse. «Ci si rivede venerdì 17 novembre - risponde Montella a domanda stuzzicante al termine della conferenza - per Napoli Milan? Sì. Perché no, fino a prova contraria sì». Però l’assenza di Mirabelli, primo sostenitore della promozione di Gattuso e bombardiere due settimane fa (“il tempo passa per tutti”) prima della gara d’andata con l’Aek, da Milanello (prima volta che il ds salta la vigilia al fianco della squadra) è un segnale inquietante per il destino del tecnico che rimbrotta un po’ i media per foto in cui Gattuso sembra più magro di quanto sarebbe in realtà: «Se usate photoshop per togliere dei chili a Rino, fatelo anche con me. Sembrava troppo magro e anche più alto...».

Una battuta che non cambia le realtà: Gattuso continua a vincere con la sua Primavera che con tanto sudore ha ribaltato una stagione nata storta (due sconfitte in avvio) con sei risultati utili consecutivi. «Non sono stanco - chiarisce Montella che ricorda di avere un contratto fino al 2019 -. Sono concentrato, battagliero, penso solo al lavoro per il Milan: nel calcio si passa dalle stelle alle stalle con velocità disarmante e viceversa. Mi spiace solo per chi mi sta vicino, perché soffre. Un endorsement chiaro dalla società? Non mi dà fastidio nulla, la società a più riprese ha difeso il mio operato, anche Mirabelli l’altra sera. Le critiche fanno parte del gioco, ma a volte c’è un po’ di faziosità, mi piacerebbe capire se contano le prestazioni o i numeri. Ad Atene sembrava contasse solo la prestazione, mentre lo 0-0 è un ottimo risultato per l’Europa League».

Una prova però sconfortante da parte di una squadra che ha speso 241 milioni sul mercato e che ora naviga a metà classifica, a 12 punti dalla Champions dopo 11 partite. Numeri a cui Montella replica con altri dati e si cala nel ruolo di psicologo: “Tiriamo tantissimo e segniamo pochissimo. Bisogna giocare con più serenità e spensieratezza. Ancora la squadra non capisce i momenti della gara. Se la partita si incanala possiamo battere tutti, se va verso altre direzioni fatichiamo”. Un autogol: le squadre sono sempre ad immagine a somiglianza del carattere del proprio allenatore.