Milano, 2 ottobre 2017 - La sosta giunge al momento opportuno per il Milan, che deve necessariamente riordinare le idee dopo il secondo ko di fila. Si ferma il campionato per gli impegni delle nazionali, non va in vacanza la dirigenza rossonera nelle due lunghe settimane che conducono al derby. Il mese che comincia oggi è importante per capire quale sarà il futuro non solo sportivo ma pure finanziario del club.

Marco Fassone potrebbe anticipare il viaggio in Oriente previsto la settimana prossima (il condizionale è d’obbligo, vista la fondamentale riunione di Lega del prossimo 10 ottobre e... l’attesa per la delicatissima stracittadina) che dovrebbe avere un duplice obiettivo: primo, verificare il lavoro sin qui svolto da Milan China, succursale asiatica che ha il compito di garantire una quarantina di milioni di ricavi commerciali per il prossimo anno. Secondo, capire come procede la ricerca di nuovi capitali da parte di Yonghong Li, colui che ha rilevato il testimone da Silvio Berlusconi sborsando 720 milioni (debiti compresi).

L’ad rossonero è il primo a rendersi conto che a un anno dalla resa dei conti con il fondo Elliott (che ha prestato sei mesi fa 303 milioni alla nuova Proprietà consentendole il ‘closing’), è necessaria una rinegoziazione del debito con le banche d’affari Goldman Sachs e Morgan Stanley: «il rifinanziamento del debito con Elliott (ieri sera in tribuna c’era Paul Singer, il ‘padre’ del fondo americano) lo vorrei completare ad inizio 2018 – conferma Fassone –. Abbiamo già avviato una serie di incontri con il mondo finanziario e sono fiducioso che questo possa avvenire entro la primavera a condizioni migliorative sia per ilMilan che perla holding del Milan. E se non dovessimo raggiungerela Champions non è che la società chiude i libri entro la fine dell’anno. Ho presentato all’Uefa dei piani che prevedono il fatto che non si giochi la Champions l’anno prossimo, o si giochi l’Europa League o non si giochino le competizioni, ma non succede la fine del mondo»