Milano, 12 settembre 2017 - Un weekend nero per il Milan. Cinque gol subiti dalla Primavera di Gattuso - primo colpo mediatico della nuova dirigenza - all’esordio, quattro da Montella nel primo scontro diretto della prima squadra per un totale di nove. Scricchiolano le difese e i tecnici finiscono nell’occhio del ciclone.

Spegne le fiamme Fassone, in un Forum al Corriere dello Sport: «Non mi sono ancora spiegato il ko con la Lazio, le spiegazioni se le daranno Mirabelli e Montella. Siamo consapevoli che la squadra è in costruzione ma ci ha sorpreso la proporzione e la dimensione di questa sconfitta. Gli obiettivi non cambiano, sentiamo di avere le carte in regola per potercela giocare per i primi quattro posti perché la Champions League è l’obiettivo manifesto, dichiarato». Fiducia rinnovata - almeno a parole, era già successo nell’immediato post gara dell’Olimpico - nella squadra e in Montella ma è chiaro quanto fallire la qualificazione in Champions - attraverso il campionato o la vittoria dell’Europa League - equivarrebbe ad una profonda riflessione sulla posizione del tecnico e una risposta praticamente scontata. Attenzione, perché sui radar del Milan si seguono le crepe nei rapporti tra Conte e il Chelsea e Ancelotti e il Bayern Monaco. Spiegazione della querelle estiva sul rinnovo di contratto per l’allenatore: quella frase («non è una priorità», detta fuori dai microfoni al workshop) sbugiardata nel giro di 24 ore con l’annuncio del rinnovo, definito «una forzatura» dallo stesso Montella.

Riflessioni che non evita Montella. A caldo aveva quasi sottovalutato il tracollo, rivedendo la gara ieri mattina ha completamente cambiato il giudizio complessivo, utilizzando Milan Tv come come cassa di risonanza: «Abbiamo dormito poco e male, perso meritatamente ma abbiamo avuto soltanto 15 minuti in cui abbiamo staccato la spina. Serve più umiltà. Siamo stati distratti da tutti gli acquisti e da tutti i complimenti ricevuti». Alibi che reggono poco tanto che Montella intende anticipare il varo della difesa a tre già giovedì sera in Europa League contro l’Austria Vienna (ritorna Romagnoli, Zapata favorito su Musacchio) e l’esordio della coppia Kalinic-Silva in attacco. Non solo i giudizi: cambiano anche i volti di Montella. Il sorriso dell’Olimpico lascia spazio ad uno sguardo più cupo, più in linea con quello mostrato da un Bonucci molto critico. Capitano di disgrazia, silurato dai social network ma unico a metterci la faccia dopo il tracollo di Roma e voce del gruppo nel confronto molto intenso di ieri nello spogliatoio.Montella ha chiesto una reazione emotiva, osservando una giusta risposta già durante l’allenamento. Bonucci in testa per tutta la sessione, quasi a volersi prendere le proprie responsabilità. «Bonucci ha tutto il nostro apprezzamento - la carezza di Fassone - e mi è spiaciuto molto che le critiche si sono concentrate di più su di lui. Una brutta partita non intacca nemmeno dello 0% la stima e la fiducia che abbiamo in lui». Lui per primo vuole ora ripagarla. Con il cambio di modulo sarà più facile.