Milano, 25 settembre 2017 - So apre malissimo, per il Milan, il trittico di fuoco nella lunga corsa ad ostacoli che conduce alla Champions. Aspettando Roma e Inter, i rossoneri perdono partita (2-0) e quarto posto a Marassi contro la Samp, capace di dominare in lungo e in largo gli avversari ben oltre il verdetto del campo. Per Giampaolo una bella soddisfazione che sa pure di rivincita nei confronti di una società che quindici mesi fa gli aveva preferito proprio Montella dopo un lungo ballottaggio. Da parte sua il tecnico rossonero ha molto su cui riflettere: quella di ieri è stata la peggiore delle 11 partite sin qui disputate, e la seconda caduta stagionale è ancor più dolorosa della prima contro la Lazio.

Perché ieri il Milan neppure ha provato a giocare il match, prigioniero dell’eccesso di prudenza e della confusione tattica. E così, ancora una volta, appena l’asticella si è alzata tutti i limiti della squadra sono emersi. La Samp (che dopo 7 anni riesce a vincere in casa con i rossoneri) ha giocato una gara di straordinaria intensità: ha sfiancato il Milan con ritmo e pressing nel primo tempo senza abbattersi quando, dopo due minuti, il Var le ha negato il rigore che generosamente Doveri aveva concesso per un presunto tocco col braccio di Kessie su cross di Strinic; ha colpito nella ripresa per due volte (Duvan Zapata al 27’ e Alvarez in pieno recupero) quando la sfuriata sembrava finita, approfittando anche degli erroracci dell’altro Zapata e di una incerta difesa rossonera.

Se la retroguardia non ha fatto bella figura, male è andato anche il centrocampo e impalpabile è stato l’attacco. «E’ una bocciatura per tutti, anche per me – ammette Montella – Una prestazione insufficiente sul piano agonistico e tecnico. Eravamo scarichi mentalmente ed ho sbagliato io a non capirlo...». Insomma, il comandante si prende tutte le responsabilità e prova ad abbozzare una difesa: «Siamo la squadra più giovane del campionato». Una spiegazione che però non convince affatto la dirigenza. Fassone e Mirabelli al gol del 2-0 sono andati via scurissimi in volto, e per l’amministratore delegato nessuna scusa può reggere di fronte ad una prestazione così imbarazzante: «Non ci sono alibi, ho visto una squadra in confusione e con un atteggiamento sbagliato, certamente non da Milan – attacca l’ad dopo la strigliata negli spogliatoi –. Se sono qui a parlare è perché dopo sei gare non posso accettare due ko, non può diventare una routine. Tanto più che la Samp credo non sia dello stesso livello del Milan: sono un uomo di numeri e so che hanno un fatturato che è un terzo del nostro. Mi aspetto che una pronta reazione». Tocca a Montella rispondere. Anche per allontanare i primi fantasmi, a cominciare da Mazzarri...