Milano, 14 settembre 2017 - A Vienna il Milan è di casa. Ha vinto una Coppa dei Campioni nel 1990 contro il Benfica con gol di Rijkaard e perso, questa volta con l'olandese avversario, una Champions League nel 1995 a favore dell'Ajax. Una dimensione, quella di alto livello europeo, che l'ultimo Milan di Berlusconi aveva perso ma che il Milan di Yonghong Li vuole recuperare al più presto. Così Montella, dopo aver sfogliato l'album dei suoi ricordi di giovane tifoso al Prater («La prima finale l'ho vista ad Empoli in un ristorante con la tuta del Milan, l'altra finale non me la ricordo proprio»), fissa l'obiettivo: «Vogliamo vincere il girone di Europa League». Utile per avere un sorteggio più morbido ai sedicesimi. Una frase non banale per un allenatore che tende a volare basso come Montella. Voluta, cercata. Per responsabilizzare la squadra dopo la debacle con la Lazio.

Un atteggiamento diverso, in linea con il discorso intenso e appassionato fatto lunedì alla ripresa degli allenamenti: non possiamo fallire, alziamo l'asticella. Montella chiede ai suoi di smaltire subito le scorie dell'Olimpico: «Quella contro la Lazio è una brutta sconfitta che va subito accantonata. A prescindere dai moduli e dalla qualità domani voglio vedere una reazione. La squadra ha voglia di giocare questa gara di Europa League ma dai giocatori voglio vedere un diverso temperamento da qui in avanti. Non siamo quelli visti a Roma ma dobbiamo dare tutti delle risposte importanti». Vuole di più, vuole un atteggiamento diverso, vuole un'attenzione superiore. Il richiamo è di «non sottovalutare» l'Austra Vienna perché resta una squadra «organizzata, in continuo movimento». Un'avversaria «diversa» da quelle italiane, «di corsa e transizione»: questa la sua maggiore preoccupazione. Montella conferma l'utilizzo della difesa a tre ma soprattutto vara un turnover che a lui piace definire «scientifico»: «Abbiamo altre 6 partite in 20 giorni e dobbiamo gestirci. Abbiamo lasciato a casa Borini e Rodriguez che ha giocato anche in Nazionale». Spazio a Kalinic dal primo minuto e ballottaggio tra Suso e Silva come spalla del croato: il portoghese è favorito, anche solo per evitargli l'ennesima bocciatura. Ma Montella si toglie lo sfizio di rispondere ai suoi detrattori: «Noi abbiamo certi carichi di lavoro nelle gambe. E nonostante questo abbiamo fatto comunque 6 vittorie su 7 gare. Mi auguro di continuare così perché vorrebbe dire arrivare secondi in campionato e raggiungere la Champions». Da questo tipo di risultato passa anche il suo futuro al Milan.

Le probabili formazioni Austria Vienna (4-1-4-1): Handzikic; Klein, Kadiri Mohammed, Westermann, Martschinko; Holzhauser; Tajouri, Serbest, Prokop, Pires; Monschein. All. Fink Milan (3-5-2): Donnarumma; Zapata, Bonucci, Romagnoli; Abate, Kessie, Biglia, Calhanoglu, Antonelli; Silva, Kalinic. All. Montella. Arbitro: Gözübüyük (Olanda) In tv: ore 19 Sky Sport.