Milano, 4 novembre 2017 - Il segreto dell'Inter che viaggia spedita in campionato, è anche la soliditàdel reparto arretrato. Una difesa così robusta e granitica non si vedeva da anni; ma è curioso che tutto ciò avviene nella stagione in cui, almeno la retroguardia, ha la coperta corta. Batman Handanovic ma soprattutto Miranda e Skriniar sono pilastri indistruttibili, dietro di loro il solo Ranocchia in attesa di... rinforzi. Per ora va bene così. Lo dice il campo,lo dicono i numeri. Skriniar è una delle piacevoli sorprese del campionato: pagato poco meno di trenta di milioni (13 più altri 15 del cartellino di Caprari) adesso si dice che possa valere il doppio. Bravo è stato il ds Piero Ausilio a “bloccarlo“ ancor prima di interessarsi a Manolas e Rudiger,altri importanti obiettivi di mercato sfuggiti. Ma Skriniar ci ha messo pochissimo per attirare su di se le attenzioni delle altre grandi d’Europa: secondo i media spagnoli il Barcellona avrebbe individuato proprio nel centrale ex Zilina il giusto rinforzo per il reparto difensivo. Da escludere però che in Corso Vittorio Emanuele possano anche solo prendere in considerazione l’ipotesi di una cessione, anche di fronte alla possibilità di concludere un’ottima plusvalenza (di almeno 15 milioni di euro). Fondamentale nel presente, Skriniar lo sarà ancor di più nel futuro. Di certo oggi il calciatore è una scommessa stravinta: personalità da vendere, nessun timore del e buon piede.

Pochi dubbi sul fatto che lui e Miranda siano una coppia quasi perfetta. A conferma di ciò le parole del centrale brasiliano, che ieri in una lunga chiacchierata social coi tifosi si è espresso tra presente e obiettivi futuri. E sul compagno di squadra Skriniar, il giudizio è positivo: «Un grande giocatore, sta facendo bene e per me non c’è alcun problema nell’adattarmi a lui. Poi è semplice giocare con uno così. Credo possa diventare uno dei 5 migliori al mondo: è forte e avrà un grande futuro». Miranda ovviamente ha parlato anche della gran voglia della gente di tornare a competere per lo scudetto: «Credo si possa lottare, ma la strada è lunga. Prima pensiamo a battere il Torino, poi al momento opportuno ci penseremo. Ma non dimentichiamoci che l’obiettivo primario si chiama Champions League». Inevitabile poi parlare dell’impatto con Spalletti: «È molto bravo, ora c’è fiducia. Tatticamente è cambiato tantissimo, non lascia nulla al caso . Con lui dobbiamo essere quasi perfetti, pretende molto». Parole al miele per la Juventus, che secondo il nazionale brasiliano è forte almeno quanto l’anno scorso. E domani Spalletti non cambia: quinta partita di fila e stessa formazione. Per continuare il grande sogno